giovedì 18 ott 2018
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La politica non è una professione, il dibattito da La Scala

La politica non è una professione, il dibattito da La Scala

Si è tenuto ieri presso l’Auditorium “Piero Calamandrei” dello studio La Scala, il dibattito di presentazione del volume “La politica non è una professione” di Piero Calamandrei, al quale sono intervenuti (in ordine alfabetico) Peter Gomez (direttore de “ilfattoquotidiano.it), Giuseppe La Scala (avvocato), Sandro Neri (direttore de “Il Giorno”), Massimiliano Panarari (docente di Marketing politico Luiss School of Government), oltre all’assessore al welfare Giulio Gallera e al consigliere 5 stelle Dario Violi. Assente dell’ultim’ora per motivi di salute il dem Pietro Bussolati.

I relatori hanno analizzato il fenomeno del declino delle storiche ideologie politiche, cercando di rappresentare i possibili scenari futuri e hanno discusso dei percorsi ideali di formazione e selezione della classe dirigente. Leggi elettorali, valori da preservare in politica, trasformismo, carrierismo: tutti concetti dibattuti con efficacia dagli insigni relatori, che hanno preso spunto dal libro di Calamandrei per riattualizzarne i contenuti e applicarli alla realtà politica italiana di questi anni.

L’incontro è stato coordinato da Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione presso l’Università Cattolica di Milano e la Lumsa di Roma.

“Il testo di Calamandrei sembra predittivo di un tema che è stato alla fine centrale nel ricambio della classe politica italiana ma quanto ciò sia avvenuto a vantaggio, o a svantaggio, della qualità della politica lo dobbiamo ancora scoprire. Di sicuro il Paese ha bisogno di competenze e come esse vadano formate e selezionate è forse uno snodo decisivo nel sistema”, ha dichiarato Giuseppe La Scala, senior partner di La Scala.

In “La politica non è una professione”, Calamandrei offre considerazioni inedite, pubblicate per la prima volta dalla casa editrice Henry Beyle, sul senso della politica, sui suoi profili etici e sul ruolo di chi occupa posizioni pubbliche, Lo scritto sarebbe dovuto uscire sulla rivista Argomenti, nell’agosto del 1943, subito dopo la caduta del fascismo, ma non andò mai in stampa.

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