venerdì 18 ott 2019
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K&L Gates, metamorfosi di una boutique

K&L Gates, metamorfosi di una boutique

Nella vita di uno studio legale, il cambio di sede coincide spesso con un momento importante. Un frangente simbolico che fotografa l’inizio di una nuova stagione. In qualche modo questo è vero per K&L Gates che, da alcune settimane ha lasciato gli 800 metri quadri che ospitavano i suoi uffici in zona Brera a Milano e si è spostato in Passaggio Centrale: 1.600 metri quadri a due passi da piazza Duomo, in quella che fu la sede della Croce Rossa americana durante la Grande Guerra. Un luogo storico e anche profumato di leggenda considerato che, a quanto pare, Ernst Hemingway scrisse proprio qui le prime pagine del suo Addio alle armi.

L’insegna K&L Gates è presente in Italia dal 2012 quando ha integrato la boutique Marini Salsi, studio fondato da Pasquale Marini e Giampaolo Salsi (nella foto). In questi sette anni i soci sono passati da 3 a 12 e il fatturato è cresciuto mediamente del 30% ogni anno.

MAG ha incontrato Giampaolo Salsi che adesso riveste il ruolo di managing partner dello studio, per farsi raccontare la metamorfosi vissuta dall’organizzazione. «Abbiamo vissuto un vero e proprio cambio di pelle – dice l’avvocato –. È stato l’incontro tra due mondi diversi. Quello che posso dire è che quello che ci eravamo prefissati e che in buona sostanza aveva guidato la scelta di unirci agli americani si è realizzato».

È cosa era?
Avevamo percepito che il mercato stava cambiando, occorreva qualcosa di diverso prima di tutto per trattenere i nostri talenti, i giovani che erano cresciuti nello studio. Mantenerli in virtù di un programma che avesse delle prospettive di sviluppo anche per la loro carriera professionale.

Anche per il mercato si trattava di una fase delicata…
Il mercato italiano stava in qualche modo attraversando una fase di ristrutturazione e cambiamento che, come si è visto in molti casi è passata attraverso aggregazioni, acquisizioni e fusioni. Non è accaduto di rado che la proprietà di aziende italiane passasse a capitali internazionali.

Il che ha reso necessario aumentare il proprio raggio d’azione all’estero?
Essere assieme a uno studio di matrice internazionale che ci ha dato la possibilità di contare oltre che sulle nostre forze anche sull’appoggio di colleghi in diverse giurisdizioni ci ha facilitato nel poter rimodulare la nostra offerta andando incontro alle esigenze dei clienti.

Che presenza ha K&L Gates nel mondo?
Siamo in 40 giurisdizioni. In Europa, negli USA dove c’è la maggior parte degli uffici e degli avvocati e abbiamo una presenza capillare anche in Asia.

Prima hai raccontato le vostre motivazioni dell’epoca. Per K&L Gates qual era l’interesse ad aprire in Italia?
Per loro l’Italia era una presenza imprescindibile. Era un elemento fondamentale per realizzare l’obiettivo di proporsi come una law firm veramente globale. Tradizionalmente poi la base della clientela di K&L Gates a Pittsburgh era una clientela fortemente industriale. Quindi, Germania, Francia e Italia non potevano mancare

L’unione che effetto ha avuto sulla vostra realtà?
Il…

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