venerdì 18 ott 2019
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Vaciago lancia LT42

Vaciago lancia LT42

Due avvocati, un hacker e un’idea. È così che è nata, poco più di un anno fa, LT42, legal tech che si occupa della trasformazione di in processi alcune attività o servizi legali.

I suoi fondatori, dicevamo sono Giuseppe Vaciago, penalista e of counsel di R&P Legal, l’avvocato Marco Tullio Giordano e Matteo Flora, fondatore di TF Group. Il progetto è molto interessante e per certi versi appare paradigmatico di quella che potrebbe essere sempre più spesso la relazione tra avvocati e macchine. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Vaciago.

Quando nasce il progetto LT42?
LT42 è una società che nasce a metà del 2018, ma l’idea di unire diritto e tecnologia permea tutta la mia carriera professionale. Prima della mia esperienza in R&P Legal nel 2015, lo studio legale che avevo fondato con alcuni soci (HTLAW) era nato con dei presupposti analoghi. Ora però il Legal Tech non è più una sperimentazione, ma una realtà concreta.

Qual è l’idea che sta alla base?
È molto semplice: trasformare alcuni servizi legali in un processo al fine di rendere più efficiente l’attività legale. Va detto però che non tutti i servizi legali si prestano a questa trasformazione: non credo che neanche la più evoluta intelligenza artificiale (cd “Strong AI”) possa sostituire attività consulenziali o giudiziali di particolare complessità dove l’esperienza e l’intuito professionale giocano un ruolo determinante.

Chi sono i fondatori?
Ho fondato la società insieme a Marco Tullio Giordano con cui lavoro da più di 15 anni e Matteo Flora, hacker e fondatore di una società leader nel settore della reputazione digitale (TF Group). LT42 nasce con questo team perché credo fortemente che l’innovazione nel settore legale non possa fare a meno di una contaminazione con altri settori dove la tecnologia costituisce il driver principale. Non escludo altre contaminazioni soprattutto nel settore del legal design che ritengo sia una componente essenziale del legal tech.

Qual è l’investimento iniziale?
Il progetto è nato con una sinergia con la Casa editrice Giuffrè con la quale abbiamo già realizzato tre software (Cliens Privacy, Cliens DPO e consulenti privacy e Antiriciclaggio) e che ci ha permesso di non dover far fronte ad un significativo investimento iniziale. Inoltre, TF Group ci consente di poter crescere in un contesto già strutturato dal quale una start up come la nostra non può che beneficiare.

È stato fatto un round di finanziamento?
Non ancora. Come detto prima e a differenza di molti altri, non la ritengo una priorità, ma non escludo affatto che sia arrivato il momento di ipotizzarlo. Quello che nei primi due anni doveva essere…

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