Saturazione della rete: con il Decreto MASE 291/2026 cambiano le regole di connessione per le rinnovabili.

Di Stefano Lucarini*

Con il Decreto MASE 291/2026, attuativo dell’art. 7 del DL Bollette in merito alla saturazione virtuale della rete, si completa una stagione di riforme che ha visto mutare più volte lo scenario di riferimento del mercato italiano delle rinnovabili. A partire dall’emergenza derivante dalla guerra in Ucraina, infatti, con l’esplosione dei prezzi dell’energia, sono stati emanati in successione numerosi decreti che hanno via via introdotto semplificazioni ed agevolazioni, dando anche concretezza a concetti rimasti sino a quel momento sulla carta, come quello delle aree idonee. Non si è trattato di una normazione armonica. Al contrario, sono stati molti gli interventi stratificati o carenti nel coordinamento, che hanno dato vita ad un quadro regolatorio complesso e di difficile interpretazione, complessità resa ancora maggiore dalla potestà concorrente Stato – Regioni, anch’essa spesso fonte di contraddizioni o disallineamenti. 

L’ultimo biennio, caratterizzato dal DL Agricoltura, dalla prima versione del TU FER, dal DM aree idonee, dal DL Bollette, e dalla versione attualmente in vigore del TU FER ha condotto ad uno scenario radicalmente diverso dal precedente. In particolare, con riferimento alla tematica della connessione alla rete, uno dei veri colli di bottiglia di ogni sviluppo negli ultimi anni, l’attuale sistema supera la logica della mera cronologia di presentazione delle domande per confermare invece ai soli progetti effettivamente autorizzati la capacità di rete e, soprattutto, contempla la possibilità di concedere capacità di rete – potenziale – in eccesso rispetto alla capacità disponibile, incrementando quindi il profilo di rischio degli investimenti in sviluppo, che dovranno puntare a raggiungere l’autorizzazione potendo contare su di una soluzione di connessione che non costituisce assegnazione definitiva della capacità. 

«Il Decreto MASE 291/2026 sposta il baricentro del rischio a monte del processo autorizzativo: chi sviluppa un progetto oggi deve valutare la solidità della propria progettazione ancor prima di ottenere la connessione, senza la certezza che quella capacità resti assegnata in via definitiva. È un cambio di paradigma che si somma a una normativa già stratificata e in continua evoluzione: per questo riteniamo che la vera priorità, oggi, sia mettere a disposizione dei clienti interlocutori capaci di affrontare insieme la complessità normativa e quella tecnica, lungo tutto il ciclo di vita del progetto.»

È in un contesto normativo di questo tipo, stratificato, in rapida evoluzione ed esposto a un rischio regolatorio crescente, che nasce la scelta di Tonucci & Partners di affiancare alla propria competenza legale un partner tecnico di riferimento. La collaborazione con la divisione Rinnovabili di Bureau Veritas, rafforzata dall’ingresso nel gruppo di Solida Italia, risponde esattamente a questa esigenza: un modello di assistenza integrata che accompagna gli sviluppatori lungo l’intero percorso del progetto, dal supporto al permitting primario e secondario alla selezione dell’EPC, dalla direzione lavori e CSE in fase di costruzione alla gestione dei rapporti con gli enti terzi coinvolti (enti di certificazione, ispettorato del lavoro), fino alla gestione di contratti e reclami — assistenza tecnica sulle milestone contrattuali, identificazione precoce delle criticità, valutazione della fondatezza dei reclami reciproci tra cliente ed EPC –  e al collaudo finale dell’impianto. Un’unica squadra invece di due prospettive da conciliare: in uno scenario in cui ogni fase del progetto è un potenziale punto di attrito normativo, è questa la garanzia che oggi cercano sviluppatori e investitori.

*Tonucci & Partners

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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