mercoledì 21 ago 2019
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Maisto con Gruppo Mediolanum nella chiusura della controversia fiscale in Italia

Maisto con Gruppo Mediolanum nella chiusura della controversia fiscale in Italia

Maisto e Associati ha assistito il Gruppo Mediolanum che ha siglato con l’Agenzia delle Entrate l’accertamento con adesione relativo a contestazioni che hanno interessato i rapporti con la controllata Mediolanum International Funds Limited.

Più in dettaglio, per Maisto e Associati ha agito un team guidato dal senior partner Guglielmo Maisto con i soci Marco Cerrato e Aurelio Massimiano (nella foto) coadiuvati dall’associate Matteo Cataldi.

Come si evince dal comunicato stampa del Gruppo Mediolanum il percorso di adesione si è basato su una riconfigurazione delle iniziali contestazioni di esterovestizione, definendo la questione sul piano della rideterminazione dei prezzi di trasferimento per le annualità dal 2010 al 2013. Le contestazioni sono state definite con il pagamento di maggiori imposte da parte delle società Banca Mediolanum S.p.A. e Mediolanum Vita S.p.A. per un ammontare complessivo pari a circa Euro 72 milioni, interessi inclusi. Per tali annualità il Gruppo provvederà a richiedere l’apertura di una procedura amichevole tra le amministrazioni italiana ed irlandese al fine di ottenere il riconoscimento di una rettifica in diminuzione del reddito della consociata irlandese.

In considerazione della natura valutativa delle contestazioni e del diligente operato delle società interessate, che hanno predisposto la documentazione prevista dalla normativa in materia di prezzi di trasferimento, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la non applicazione delle sanzioni amministrative tributarie.

Con riferimento alle annualità successive il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Mediolanum svoltosi in data odierna ha dato mandato al management del Gruppo di attivare le procedure previste dalla convenzione europea sull’Arbitrato volte a definire la corretta allocazione degli utili tra le società coinvolte. Per tali annualità, ai fini dell’accantonamento in bilancio, il management del Gruppo ha illustrato al Consiglio di Amministrazione la propria stima della passività potenziale, pari a circa 30 milioni al netto del recupero delle imposte pagate in Irlanda.

L’accordo di adesione ha previsto anche la definizione delle controversie relative a Gamax Management AG, prevedendo anche in tale fattispecie una rideterminazione dei prezzi di trasferimento con varie entità italiane del Gruppo. Tali rilievi sono stati definiti con il pagamento di maggiori imposte e sanzioni amministrative per un ammontare complessivo pari a circa 7 milioni, interessi inclusi.

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