venerdì 27 nov 2020
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Greenberg Traurig Santa Maria: “debutto” a Milano

Greenberg Traurig Santa Maria: “debutto” a Milano

«Il fatturato di quest’anno – dice il co-managing partner di Greenberg Traurig Santa Maria, Luigi Santa Maria, a MAG – si è attestato a 11,5 milioni di euro. E se contiamo anche il lavoro che abbiamo generato per le altre sedi dello studio, possiamo parlare di un giro d’affari di circa 16 milioni»

 

Parola d’ordine: evoluzione. Passare nell’arco di dieci anni da boutique legale di stampo accademico a law firm internazionale non è un’operazione banale. Riuscire nell’impresa richiede coesione, capacità di visione e intelligenza strategica.

Cambia il mercato dei servizi legali. E i soggetti intenzionati a non perdere terreno devono cambiare di pari passo. La partita si gioca sull’innovazione di modello. A luglio 2019, lo studio Santa Maria, storica insegna dell’avvocatura d’affari milanese, ha annunciato l’integrazione con Greenberg Traurig, organizzazione internazionale che conta oltre duemila avvocati e 41 uffici nel mondo. Negli ultimi dieci anni, lo studio fondato dal professor Alberto Santa Maria è diventato prima un’associazione professionale e poi parte integrante di un colosso della business law a livello globale. Il tutto mantenendo pressoché costante e sostanzialmente coesa la compagine professionale che ormai conta una presenza stabile sul mercato.

Il 2019 è stato archiviato come uno dei migliori anni di sempre per l’organizzazione che al momento conta 45 professionisti tra cui 14 soci. «Il fatturato di quest’anno – dice il co-managing partner di Greenberg Traurig Santa Maria, Luigi Santa Maria, a MAG – si è attestato a 11,5 milioni di euro. E se contiamo anche il lavoro che abbiamo generato per le altre sedi dello studio, possiamo parlare di un giro d’affari di circa 16 milioni». La combinazione con il resto della law firm, insomma, ha cominciato a girare dal “giorno uno”.

Del resto non si è trattato certo di un matrimonio per procura. L’integrazione di Santa Maria in Greenberg Traurig, la prima integrazione di un intero studio legale messa a segno nel percorso di espansione internazionale della law firm nata a Miami e con una forte presenza a New York che solitamente ha prediletto strategie di cherry picking, è arrivata dopo quasi quindici anni di collaborazione e quindi conoscenza reciproca tra il colosso americano  e la superboutique meneghina.

Sponsor dell’integrazione, il professor Alberto Santa Maria che è ancora una forte presenza nello studio sia sul fronte professionale che di indirizzo strategico.

Detto questo, traghettare lo studio verso questa nuova stagione della propria storia non è stato semplice. «Quando l’opportunità si è presentata – prosegue Luigi Santa Maria – abbiamo avviato una riflessione interna». Cambiare pelle, ancora una volta (dopo il passaggio a studio associato del 2008), avrebbe significato inevitabilmente rimettere mano a un modello che comunque funzionava e accettare le incognite inevitabilmente legate alla decisione di entrare in un’organizzazione più grande e con una visione globale. «Quando hai un dubbio su quale strada prendere, mi ripeteva sempre mia nonna, scegli quella più difficile – ricorda con un sorriso il co-managing partner –. Di sicuro questa che abbiamo scelto è la più sfidante». Oltreché quella più orientata al mercato.

L’Italia non basta più a uno studio d’affari. E la questione tecnologica impone scelte e investimenti che non sono alla portata di chiunque. «Fino a una decina d’anni fa – spiega l’avvocato alla guida dello studio in Italia insieme al fratello Mario Santa Maria – avevamo un’attività incentrata al 90% sull’Italia e legata in pari misura a clientela italiana. Oggi la situazione è molto diversa. E direi che ci dividiamo al 50% tra clienti italiani e internazionali». La presenza dei fondi sulla scena m&a è sempre più rilevante. E lo sa bene lo studio che già nel 2016 ha seguito per Centerbridge l’acquisizione del 93% di Banca Farmafactoring. «In questo scenario, il brand diventa un asset fondamentale per sostenere un’offerta professionale in termini reputazionali soprattutto quando si ha a che fare con una certa tipologia di clientela». A questo, assicurano dallo studio, non verrà meno la propensione alla ricerca. Ad esempio nel settore degli aiuti di Stato sono state scritte due edizioni di un volume che tratta vari casi pratici, molti dei quali seguiti direttamente dallo studio e molte altre sono le pubblicazioni scritte dai professionisti.

L’adesione a Greenberg Traurig (che viene presentata ufficialmente con un evento firmato Balich il 12 febbraio a Milano) ha consentito a Santa Maria di ottenere una «qualificazione ulteriore della compagine professionale che si è andata a sommare a quella di cui godevano già molte delle individualità interne allo studio».

 

 

Quanto al tema dell’innovazione e della tecnologia, Luigi Santa Maria è convinto che giocheranno un ruolo fondamentale nel processo di evoluzione che sta coinvolgendo il mercato dei servizi legali. «L’offerta è destinata a cambiare. Il futuro è di chi sarà capace di fornire una consulenza strategica. Ovvero di chi sarà in grado di costruire la propria proposta professionale mettendo assieme abilità tecnico-giuridica e tecnologia». Anche in questo caso, poter contare sulle risorse messe in campo da un’organizzazione internazionale che ha strutture dedicate alla costruzione di questa offerta è stato percepito come un’opportunità da cogliere.

Greenberg Traurig, afferma l’avvocato, «ha deciso di investire in Italia e ha deciso di sostenere una strategia che punta su tecnologia, marketing strategico e ovviamente sul reclutamento dei talenti. E mi riferisco a talenti già affermati. Profili che hanno un ruolo e un peso sul mercato e possono contribuire efficacemente ad accrescere il posizionamento dello studio. Ma anche ad attrarre i migliori giovani in linea con il fatto che più del 70% dei componenti dello Studio è laureato con 110 e lode»

Le prime mosse, su quest’ultimo fronte sono state…

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