giovedì 19 set 2019
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Dentons, via a una service line per l’attività continuativa

Dentons, via a una service line per l’attività continuativa

L’idea era di partire nel secondo trimestre del 2019. «Ma la risposta dei clienti, ci ha convito a cominciare subito». Dentons raddoppia. E lancia una nuova service line.

A rivelarlo in anteprima a MAG è Federico Sutti (nella foto), managing partner in Italia e componente del board europeo della law firm.

«Si tratta di un team che si occuperà di tutta l’attività di processo che i clienti oggi tendono a gestire internamente» cercando di far quadrare i loro budget. Attività di consulenza ordinaria e continuativa, «con programmi che consentono al cliente di sfruttare le competenze e le sinergie dello studio ma a prezzi decisamente ragionevoli». Questo senza intaccare le attività core della law firm, che rimarranno completamente separate.

L’iniziativa non ha ancora un nome ufficiale. All’interno di Dentons viene, per il momento, chiamata “projetc double”, visto che di fatto duplica l’offerta dello studio aprendo un nuovo mercato. Un’area di business che, pur non promettendo una particolare marginalità, potrebbe diventare strategica. «Ci interessa fare lavoro di processo tutte le volte che questo è utile per mantenere o rafforzare il nostro posizionamento nelle aree di attività che copriamo – dice Sutti –. Da un lato ci strutturiamo per fornire un servizio di assistenza continuativa di qualità, dall’altro puntiamo a diventare preferred supplier per le operazioni a maggior valore aggiunto dei nostri clienti».

Per le aziende il vantaggio starebbe nel potersi avvalere dei servizi di una struttura costruita ad hoc, con standard qualitativi garantiti e a un prezzo vantaggioso: «Le nostre strutture, se sono gestite in modo efficiente, possono essere più competitive del costo aziendale» di un team in house.

 

 

Al momento, i professionisti assegnati a “project double” sono quattro. «Agiscono sotto la supervisione di un socio – spiega Sutti – perché vogliamo garantire la qualità dell’output. Ma contiamo nel tempo di costruire un team capace di essere indipendente. A quel punto avremo uno o due soci che saranno distaccati esclusivamente per seguire quell’attività». Quindi, seppur distinte, le strutture saranno in un certo qual modo collegate perché, come ribadisce il managing partner, «sono funzionali l’una all’altra. Abbiamo anche deciso che questa struttura non avrà una ragione sociale diversa, per motivi reputazionali. Siamo sempre noi. La carta intestata è la nostra, la polizza assicurativa è la nostra». Così come la sede, visto che il team sarà di base negli uffici di Piazza Affari dove gli spazi cominciano a esaurirsi. «Abbiamo dovuto prendere un piano nell’edificio accanto», dice Sutti che, però, allo stesso tempo fa sapere che l’attività di lateral hire di Dentons non si è ancora esaurita.

Nel 2018, lo studio ha preso sette nuovi soci sul mercato e ne ha promosso uno dall’interno. Il 2019, invece, è cominciato con l’ingresso di…

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