giovedì 12 dic 2019
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Curtis vince per Trenitalia al Consiglio di Stato

Curtis vince per Trenitalia al Consiglio di Stato

Curtis ha vinto l’appello proposto da Trenitalia dinanzi al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lombardia che aveva dichiarato irricevibile l’originario gravame proposto avverso alcune delibere AEGSI (oggi ARERA), inerenti l’aggiornamento dal 1 gennaio 2014 delle componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali di sistema e di ulteriori componenti del settore elettrico e con le quali l’Autorità riconosceva un sistema agevolato alle sole imprese definite energivore, ai sensi della Direttiva Europea 2003/96/CE, appartenenti al settore manifatturiero e non anche di quelle appartenenti al settore ferroviario. Ed in forza di tali delibere, Trenitalia avrebbe dovuto sostenere maggiori costi per l’utilizzo dell’energia elettrica (in particolare della c.d. corrente elettrica di trazione dei treni); costi che venivano quantificati per il solo anno 2014 in quasi 27 milioni di Euro.

Con la sentenza n. 3349 pubblicata il 23 maggio 2019, il Consiglio di Stato, accogliendo la complessa ricostruzione normativa e giurisprudenziale formatasi in materia e illustrata da Trenitalia, nel valutare la portata applicativa del principio secondo cui non spettano incentivi alle imprese energivore non manifatturiere che si trovino nelle condizioni di potere comprimere i propri consumi energetici, comunque ritenuto ingiustificato il mancato riconoscimento di detti incentivi alle imprese energivore ferroviarie, come Trenitalia, in quanto dette imprese, pur non appartenendo al settore manifatturiero, non si trovano nelle oggettive condizione di poter comprimere i propri consumi energetici che rappresentano un elemento fondamentale e irrinunciabile per l’esercizio del servizio ferroviario stesso.

Trenitalia, è stata assistita dai propri legali interni, avvocati Domenico Galli, Vincenzo Garufi, Laura Maccaroni e Alessia Barbino, che hanno lavorato in team con il counsel di Curtis Francesco Caccioppoli (in foto) coadiuvato dall’associate Giuseppe Calamo.

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