venerdì 22 feb 2019
HomeScenariAvvocati: Brexit, ma non exit

Avvocati: Brexit, ma non exit

Avvocati: Brexit, ma non exit

Brexit non fa rima con exit. Almeno per gli studi legali d’affari italiani che hanno una base operativa a Londra. Dopo la bocciatura della proposta di accordo presentata dalla premier Theresa May alla Camera dei Comuni il 15 gennaio scorso, il fantasma di una possibile hard Brexit si è fatto un po’ più concreto e inquietante. In questi giorni (probabilmente già il 29 gennaio) si voterà sul cosiddetto “Piano B”. Insomma, lo scenario è ancora piuttosto confuso. Se e come il Regno Unito dirà bye bye all’Ue è ancora da capire.

Una cosa che, invece, MAG ha capito già da ora è che persino nel caso di hard Brexit gli studi legali d’affari italiani non hanno alcuna intenzione di lasciare la City o ridurre la loro presenza all’ombra del Big Ben. È quanto risulta da un’inchiesta lampo svolta da legalcommunity.it contattando tra le più rilevanti insegne italiane attive nella capitale britannica 15 (in 12 ci hanno risposto).

Il 92% degli intervistati ha fermamente ribadito l’intenzione di non abbandonare Londra in caso di hard Brexit. Per molti, addirittura, questa eventualità rappresenterebbe un’opportunità. «Da un punto di vista professionale – dice Claudio Visco, managing partner dello studio Macchi di Cellere Gangemi – siamo certi che in caso di hard Brexit, ci troveremo a dover soddisfare un notevole incremento di richieste di assistenza legale alla nostra sede di Londra, per lo più legate alle problematiche sollevate dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea in assenza di un preciso accordo bilaterale». Sul punto concorda anche Nicola Saccardo, socio di base a Londra dello studio Maisto: «In caso di no deal o hard Brexit ci aspettiamo di incrementare l’attività di consulenza presso la sede Londinese a causa delle complessità e delle incertezze che ne deriveranno. Ad esempio, si prevede che in tal caso non avranno più efficacia varie direttive in materia fiscale (come la direttiva interessi e royalties e la direttiva madre figlia) con la conseguenza di dover rivedere molte strutture societarie di gruppi britannici con presenza italiana e di gruppi italiani con presenza in Regno Unito». Certo, molto dipenderà anche dai clienti, come osserva Massimiliano Danusso responsabile della sede londinese di BonelliErede: «In caso di uscita senza accordo, valuteremo le mosse nei nostri clienti e li seguiremo. Il nostro approccio è…

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI E SCARICA GRATIS LA TUA COPIA DI MAG

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.