Roma e Parigi, le avvocature si uniscono in difesa dello Stato di diritto
Nel 70° anniversario del gemellaggio tra le due capitali, gli Ordini forensi siglano un accordo di collaborazione e sottoscrivono l’Appello di Roma. Al centro la tutela della professione, i diritti fondamentali e le sfide dell’intelligenza artificiale. Graziani: «Dobbiamo dare forza alla legge in un momento in cui appare che prevalga la legge della forza»
Settant’anni dopo il gemellaggio tra le città di Roma e Parigi, anche le rispettive avvocature stringono un patto di collaborazione. E lo fanno lanciando un appello per la difesa dello Stato di diritto, dell’indipendenza della professione forense e delle libertà fondamentali. Il 16 ottobre, nella cornice del Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour, l’Ordine degli Avvocati di Roma e l’Ordre des Avocats de Paris hanno sottoscritto un accordo di gemellaggio e l’Appel de Rome, documento con il quale le due istituzioni si impegnano a promuovere un’azione comune a tutela dei principi fondamentali della giustizia.
Un’iniziativa che prende le mosse dalla ricorrenza storica che lega le due capitali, ma guarda soprattutto al presente e al futuro della professione, in un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni sul rispetto dei diritti e trasformazioni tecnologiche.
A sottoscrivere l’intesa sono stati Alessandro Graziani, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, e Louis Degos, bâtonnier di Parigi, protagonisti di una cerimonia alla quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e delle due avvocature.
«Il gemellaggio tra gli ordini europei costituisce una forma di integrazione del diritto nella realtà del nostro continente», ha spiegato Graziani. «Gli avvocati sono coloro che tutelano i diritti. Aumentare l’integrazione e le relazioni tra gli avvocati costituisce il modo per incrementare la tutela dei diritti nell’ambito europeo».
Ma il significato dell’iniziativa va oltre la collaborazione professionale. «Viviamo un momento di grande crisi economica e di grande sofferenza internazionale. Dobbiamo usare le relazioni tra gli avvocati per dare forza alla legge in un momento in cui appare che prevalga la legge della forza», ha aggiunto Graziani.
DIFENDERE GLI AVVOCATI PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA
È questo il principio che attraversa l’Appello di Roma. Le due avvocature rivendicano il ruolo della professione quale presidio dei diritti fondamentali e delle libertà individuali, sottolineando come l’indipendenza dell’avvocato rappresenti una condizione essenziale per l’effettività della tutela giurisdizionale.
Il documento richiama le situazioni nelle quali l’esercizio della difesa viene ostacolato, l’accesso all’assistenza legale compromesso o il ruolo dell’avvocato delegittimato per il solo fatto di rappresentare un assistito. Un concetto sul quale Degos ha insistito con grande vigore.
Tra i punti centrali figura la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione della professione di avvocato, aperta alla firma il 13 maggio 2025, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante dedicato alla materia.
«Francia e Italia hanno firmato la Convenzione – ha ricordato Degos -. L’Appello sollecita ora i rispettivi governi a procedere alla ratifica, invitando anche gli altri Stati ad aderire affinché lo strumento possa entrare in vigore e garantire una protezione effettiva della professione».
LA SFIDA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il documento affronta anche il rapporto tra avvocatura e nuove tecnologie. Le due istituzioni riconoscono le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare l’accesso alla giustizia e l’efficienza dei sistemi giudiziari, ma chiedono che l’innovazione non comprometta l’autonomia della professione.
L’Appello invoca «un’innovazione controllata al servizio dell’essere umano, della giustizia e dello Stato di diritto», che permetta agli avvocati di mantenere il controllo sui propri strumenti e dati, salvaguardando il segreto professionale, l’indipendenza e i diritti della difesa.
Un richiamo che colloca l’intelligenza artificiale non soltanto tra le questioni organizzative ed economiche del futuro della professione, ma anche tra quelle che riguardano direttamente le garanzie dello Stato di diritto.
IL PONTE TRA LE DUE AVVOCATURE
Alla cerimonia è intervenuto anche Enrico Castaldi, socio fondatore di CastaldiPartners, avvocato con una lunga esperienza professionale tra Italia e Francia, che ha portato una testimonianza personale del legame tra le due culture giuridiche.
Castaldi ha ricordato i propri giuramenti professionali, nel 1987 in Italia e nel 1992 a Parigi, e un percorso che lo ha condotto a esercitare tra i due Paesi. «Mi trovo con un piede in un Paese e l’altro nell’altro. Trovo la mia condizione molto felice, in quanto è libera», ha osservato, citando Cartesio.
La giornata è stata completata da momenti di confronto tra i professionisti dei due Ordini e dalla Conférence Berryer, rappresentazione oratoria curata dalla Conférence du Barreau de Paris.
Il gemellaggio apre così una nuova fase nelle relazioni tra le due avvocature. Con un impegno che supera i confini nazionali e che l’Appello di Roma sintetizza nella volontà di agire insieme «ovunque lo Stato di diritto abbia bisogno di essere difeso».