Pierettori (Investindustrial) racconta a MAG come la tecnologia ha cambiato il dipartimento legale
di ilaria iaquinta
Chi pensa che le legal tech siano territorio esclusivo degli avvocati delle grandi law firm si ricreda. Quando si parla di innovazione, anche i general counsel non amano rimanere a guardare. E infatti ci sono uffici legali interni che impiegano regolarmente la tecnologia per assolvere a diverse funzioni. Tra questi, ad esempio, c’è quello di Investindustrial.
Durante l’estate il fondo di private equity ha annunciato l’accordo preso con il fornitore di servizi legali alternativi LawGeek per affidare parte della mitigazione del rischio a un algoritmo. In pratica, i giuristi del gruppo rivedono preliminarmente i contratti standard, tra cui gli nda (non discosure agreements), utilizzando un software di intelligenza artificiale.
La macchina raffronta automaticamente le proposte delle controparti coi modelli contrattuali accettati dell’investitore, esamina le singole clausole in pochi minuti e porta all’attenzione dei legali le eventuali criticità.
Tutte attività che, in precedenza, venivano fatte “manualmente” dai giuristi d’impresa – racconta a MAG il chief legal officer Marco Pierettori (nella foto) – e per le quali, utilizzando uno strumento tecnologico, si riesce a risparmiare il 30-50% del tempo. Di conseguenza, i legali guadagnano ore da dedicare al lavoro più qualitativo e, inoltre, si azzerano i rischi connessi alla meccanicità con cui vengono portate avanti alcune attività.
«I grandi volumi di accordi da rivedere, come quelli di riservatezza, e l’urgenza con la quale il più delle volte si devono firmare possono indurre in errore anche i professionisti più esperti. Il rischio è che per stanchezza o ripetitività vengano date per scontate alcune cose e che possa venire meno la qualità del prodotto finale. L’aiuto della macchina offre un ulteriore livello di controllo, un paio di occhi aggiuntivi (artificiali)», spiega il giurista.
Ma il beneficio non finisce qui. L’uso dell’AI impone al team di aggiornare costantemente gli standard contrattuali di gruppo. «Quelli che una volta chiamavamo manuali operativi o dei precedenti sono oggi dei documenti attivi, riadeguati continuamente dall’intelligenza artificiale o su suggerimento della stessa», aggiunge il professionista.
Le legal tech in ufficio
L’intesa con LawGeek, racconta Pierettori, si iscrive in un quadro più ampio. Investindustrial sta perseguendo da anni, l’innovazione digitale e tecnologica su tutti i fronti. E questa è solo una fra le altre che riguardano più da vicino il dipartimento legale.
Sempre sul fronte contrattuale, infatti, l’ufficio sta conducendo un altro esperimento pilota, impiegando le tecnologie di Luminance per analizzare, raccogliere e catalogare le clausole più ricorrenti negli accordi di vendita o di acquisto stipulati dalla costituzione del fondo a oggi. Un’attività che consente – riferisce il giurista – non solo di trovare i pattern più efficienti, ma anche di creare un know-how profondo e trasversale da mettere a disposizione delle nuove risorse da formare e, ancor più importante, di abituare i leader del futuro a lavorare a stretto contatto con la tecnologia.
L’intelligenza artificiale viene impiegata dai legali interni anche per la gestione delle richieste più ricorrenti di investitori e controparti. In particolare, la squadra usa, insieme ai colleghi delle investor relations, una tecnologia della casa di software americana RFPIO che – conservando in un data base intelligente una serie di domande e risposte ricorrenti, anche molto tecniche e complesse – estrae in automatico le migliori risposte a ciascun quesito. «L’algoritmo è in grado di comprendere variazioni di una stessa domanda; fa risparmiare tempo dando risposte immediate e assicura consistenza nell’approccio e nelle risposte», sottolinea Pierettori.
Tra le tecnologie che il team legale prevede invece di implementare nel medio termine ci sono un software sviluppato internamente per la gestione della segreteria societaria e del monitoring e un altro per la conduzione di due diligence su più piattaforme allo stesso tempo. Quest’ultimo, in particolare, dovrebbe essere sviluppato direttamente…
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