martedì 11 ago 2020
HomeNominePathways: ecco come si cresce in Hogan Lovells

Pathways: ecco come si cresce in Hogan Lovells

Pathways: ecco come si cresce in Hogan Lovells

di rosailaria iaquinta

Non smettere mai di imparare dai propri errori. E grazie a questo di crescere. Non è una frase fatta o un buon proposito per il rientro dalle vacanze, ma una scelta di business precisa, intrapresa di recente da Hogan Lovells.

Una scelta che ha un nome, Pathways, e che traccia un nuovo percorso di crescita per i professionisti dell’insegna, basato su un sistema di riscontri costanti che consente al singolo di monitorare le proprie prestazioni con maggiore regolarità, rispetto a quanto accadeva tradizionalmente in occasione della valutazione annuale.

«Come in tutti gli studi legali, anche in Hogan Lovells i professionisti erano valutati ogni anno, nello stesso momento in cui venivano comunicate le decisioni sulla progressione di carriera, l’eventuale aumento del compenso e la distribuzione dei bonus», racconta a MAG LucaPicone (nella foto), managing partner dello studio in Italia. «Un processo di valutazione, questo, che – continua l’avvocato – la firm ha deciso di riconsiderare a livello mondiale nel 2017 quando, a seguito di un’analisi interna condotta con il supporto della società di consulenza Ideo su oltre 800 professionisti, ha riscontrato che la reviewannuale veniva percepita come lontana rispetto sia agli episodi oggetto della valutazione, che allo stimolo verso la crescita».

 

 

Da lì Hogan Lovells è partita e ha ideato, con il supporto delle risorse umane, un modello che potesse aiutare le persone a individuare i propri punti di miglioramento e a lavorarci su nel corso dell’anno.

Come funziona

In sostanza, nell’arco di 12 mesi Pathways prevede che ciascun professionista –  e dal 2019 anche chi fa parte dello staff – abbia a disposizione tre momenti di confronto con il proprio “development guide”, un collega di seniority più alta che funge da tutore. In occasione dei tre incontri con questa sorta di mentore, avvocati e commercialisti esibiscono tre valutazioni, chiamate “feedback”, che hanno raccolto da tre colleghi diversi (di maggiore o minore anzianità, appartenenti allo staff o operanti presso qualsiasi ufficio dello studio nel mondo) immediatamente dopo averci lavorato assieme.

«Il feedback è tempestivo, coinvolge tutti gli interlocutori e non viene dato su questioni generali, bensì su specifici comportamenti del professionista o incarichi svolti dallo stesso», precisa Christian Di Mauro, partner di Hogan Lovells e Pathways champion per l’Italia. In quest’ultimo ruolo l’avvocato, come spiega lui stesso, «ha il compito di incoraggiare i professionisti a investire in questo percorso».

Eppure, dare a un collega, che magari ha anche un’anzianità superiore rispetto alla propria, una valutazione specifica, motivata e utile pro futuro non è semplice. La tentazione di esprimere un giudizio sommario per la fretta, per non offendere l’altro o creare incomprensioni è dietro l’angolo. Così come non è sempre facile accettare una critica, seppur costruttiva e farla propria per migliorarsi. Per contrastare queste evenienze lo studio ha condotto diversi training, a livello internazionale e locale, per aiutare le sue risorse a capire come si da e come si riceve un riscontro efficace. «La finalità non è quella di criticare gli altri, ma di aiutarli a individuare le proprie aree di miglioramento e correggere o mantenere la rotta della crescita personale e professionale. In sostanza, si persegue un’ottica di miglioramento reciproco», chiarisce Picone.

Inoltre, la valutazione è guidata. «È stata messa a punto laflash feedback card, una cartolina che guida i professionisti nella strutturazione del feedback. È uno strumento che serve sia a rompere il ghiaccio, che a condurre la conversazione verso le azioni e i comportamenti osservati, analizzandone l’impatto e suggerendo i miglioramenti che potrebbero essere implementati. Si tiene inoltre conto di alcuni elementi considerati essenziali, tra cui la comunicazione, l’approccio al cliente, eccetera…», spiega Daniela Pistorio, hr manager di Hogan Lovells.

 

 

Pathways e il percorso di carriera

Ma come si inserisce Pathways nel contesto di definizione delle promozioni dei professionisti dello studio?…

PER LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO CLICCA QUI E SCARICA LA TUA COPIA DI MAG. È GRATIS!

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.