Nervi&Zulli vince in Appello contro Banca Popolare di Bari
La Corte d’Appello di Bari ha confermato, con sentenza n. 404/2026, la decisione di primo grado che riconosceva l’inadempimento della ex Banca Popolare di Bari nella vendita di azioni proprie non quotate su mercato regolamentato a un’investitrice con obiettivi dichiaratamente conservativi. Il procedimento ha visto l’investitrice assistita dallo studio legale Nervi&Zulli.
Il caso
La vicenda, si legge in un comunicato dello studio, trae origine dall’acquisto, effettuato nel novembre 2014, di azioni della banca successivamente azzerate nel loro valore. I giudici hanno accertato che si trattava di titoli illiquidi — prodotti finanziari difficili da rivendere in tempi ragionevoli — caratterizzati da un livello di rischio incompatibile con il profilo della cliente. Quest’ultima aveva dichiarato nel questionario MiFID un obiettivo di investimento conservativo, orientato alla protezione del capitale e con disponibilità ad accettare soltanto perdite contenute.
Particolare rilievo è stato attribuito alla natura illiquida delle azioni: non essendo quotate su un mercato regolamentato, potevano essere cedute solo attraverso canali limitati, con il concreto rischio per l’investitore di non riuscire a disinvestire o di subire una perdita significativa.
Le violazioni accertate
La Corte ha confermato la violazione degli obblighi informativi e di adeguatezza previsti dalla normativa di settore, ribadendo che spetta alla banca dimostrare di aver agito con la diligenza richiesta e di aver fornito al cliente tutte le informazioni necessarie per una scelta consapevole. L’istituto di credito è stato condannato al pagamento delle spese di lite, e la risoluzione per inadempimento dell’ordine di acquisto delle azioni bancarie — già pronunciata in primo grado — è stata integralmente confermata.
Il commento dei legali
Miriam Zulli e Giovanna Angelini, legali dell’investitrice, hanno sottolineato come la pronuncia costituisca un precedente rilevante in materia di intermediazione finanziaria e tutela degli investitori, in particolare nei casi in cui prodotti complessi, rischiosi o difficilmente liquidabili vengano proposti a risparmiatori con un profilo prudente o conservativo. La sentenza ribadisce che la banca non può limitarsi a collocare un prodotto finanziario, ma deve prima verificare che sia realmente adatto al cliente e illustrarne in modo chiaro i rischi.