Nasce Giurify, piattaforma di intelligenza artificiale per la consulenza legale di impresa
Giurify, piattaforma di intelligenza artificiale per la consulenza legale d’impresa, ha ufficialmente debuttato a Padova. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire alle imprese italiane un dipartimento legale digitale sempre attivo, basato su un’AI addestrata su fonti giuridiche ufficiali e affiancata da una rete di avvocati selezionati che interviene su richiesta del cliente.
Tra i fondatori figurano P49, polo di ricerca e innovazione nel campo dell’intelligenza artificiale, e Federico Faggin, fisico e inventore del primo microprocessore, oltre ad alcuni imprenditori italiani. (Ne avevamo parlato qui)
Numeri e investimenti
La piattaforma, dopo oltre otto mesi di test in versione beta con imprese e professionisti, parte con un round di raccolta e investimenti pari a 2,5 milioni di euro. Sono previste 40 assunzioni, alcune già completate e altre programmate nei prossimi 12 mesi, mentre più di 600 imprese risultano già iscritte al servizio, con numeri in costante crescita.
L’iniziativa nasce da un’esigenza rilevata nel mercato: secondo il rapporto “Imprese e Avvocati 2025” dell’Organismo Congressuale Forense, realizzato con Format Research, quasi il 60% delle imprese italiane non ha un avvocato di riferimento continuativo, nonostante nel 2025 più di tre imprese su quattro (76,7%) si siano rivolte a un legale.
Come funziona la piattaforma
Il funzionamento si articola in tre fasi: l’impresa carica un documento o descrive il caso; l’AI lo analizza confrontandolo con la normativa applicabile e gli orientamenti giurisprudenziali, segnala i rischi e indica i passi successivi citando sempre le fonti; se richiesto, interviene un avvocato esperto nella materia, con mandato diretto tra professionista e cliente. Il sistema attinge a circa 3,5 milioni di fonti ufficiali – leggi, sentenze, prassi e circolari italiane aggiornate costantemente – sempre citabili e verificabili.
La piattaforma integra in un unico accesso l’analisi e la creazione di documenti, la ricerca giuridica in tempo reale, il monitoraggio di scadenze e novità normative, il recupero crediti guidato e la compliance (tra cui GDPR, Modello 231, adeguati assetti e antiriciclaggio), oltre a servizi specifici per settore e un check-up legale, con un modello in abbonamento a costo fisso.
Il ruolo dell’avvocato
Secondo i fondatori, il progetto mantiene centrale il ruolo dell’avvocato: l’AI genera e analizza, mentre il giudizio, la strategia e la responsabilità professionale restano in capo al legale iscritto all’albo e scelto dal cliente, che valida la risposta e se ne assume la responsabilità. La rete conta avvocati esperti in più di 50 materie operanti in tutta Italia, con l’obiettivo di ampliarsi anche a commercialisti e consulenti del lavoro.
“L’uomo, con la sua capacità strategica e di giudizio, rimane centrale”, ha dichiarato Federico Faggin, socio di P49. Secondo l’avvocato Marco Greggio, Partner e co-fondatore di Giurify, la piattaforma è nata per aiutare le aziende a trovare soluzioni ai problemi legali in modo più semplice, veloce e accessibile, in un unico luogo, con accesso anche a una rete di professionisti selezionati. Greggio ha sottolineato che il progetto si differenzia dalle AI generaliste per la sicurezza dei dati e la privacy, con server in Italia, e per l’affidabilità delle fonti, utilizzando esclusivamente contenuti verificati e ufficiali tramite un’AI addestrata da legali esperti.
Il modello per i professionisti
Sul fronte professionale, Giurify si propone come partner degli avvocati, offrendo accesso alle imprese iscritte, incarichi già selezionati, certezza del pagamento e strumenti di legal AI per ricerca, drafting e analisi.