BonelliErede, l’ultimo giorno in via Barozzi diventa una storia su LinkedIn
Un trasloco può essere anche un’operazione di comunicazione. Soprattutto quando a cambiare indirizzo è uno dei grandi studi legali italiani e quando l’indirizzo che si lascia alle spalle è via Barozzi 1, Milano.
BonelliErede ha scelto di raccontare l’ultimo giorno nella storica sede attraverso una piccola sequenza di post su LinkedIn. Non un annuncio, non soltanto la comunicazione del nuovo headquarters in Porta Nuova, ma una vera e propria narrazione corale, costruita mettendo insieme ricordi personali, fotografie, persone e qualche dettaglio apparentemente marginale: una scala, un lampadario, un taxi, un ingresso attraversato per l’ultima volta.

È un modo interessante di raccontare il passaggio da una sede all’altra. Perché via Barozzi, nei post pubblicati in questi giorni, non è più semplicemente un edificio. È diventata un pezzo della storia di BonelliErede e del mercato dei servizi legali d’affari italiano. Ma, soprattutto, è un pezzo delle storie individuali di chi ci ha lavorato.
Il post dello studio apre il racconto con una frase che suona come una dichiarazione di principio: «Alcuni luoghi contribuiscono a scrivere una storia». Via Barozzi è stata, per 25 anni, il luogo di persone, idee, sfide, traguardi e relazioni. Ma il messaggio contiene già la chiave di lettura del trasloco: i luoghi cambiano, mentre persone, valori e visione restano.
Poi arrivano le voci dei professionisti. E qui la comunicazione istituzionale lascia spazio alla memoria.
Andrea Benedetti, managing associate, ricorda le «operazioni più importanti del Paese» passate dalle stanze di via Barozzi. Grazia Maiorana, branding e communication manager, racconta il giorno del suo colloquio, nove anni fa, quando un guasto alla metropolitana la costrinse a prendere un taxi. «Se va a quell’indirizzo deve essere un colloquio importante», le disse il tassista. Una frase che, riletta oggi, sembra quasi una battuta scritta apposta per il racconto.
La managing partner, Eliana Catalano, fotografa invece l’ultima riunione in via Barozzi, mentre Francesca De Mori, head of branding e communication, parte da qualcosa di ancora più quotidiano: «un lampadario è un lampadario, una finestra è una finestra, una scala è una scala». Finché arriva il momento di andarsene. E allora gli oggetti che per anni non abbiamo quasi guardato diventano improvvisamente memoria.

Il counsel, Stefano Rossi, parla della sede come di una casa: un luogo dove si è cresciuti professionalmente, costruito rapporti, accolto clienti, seguito operazioni, festeggiato successi e affrontato difficoltà. il partner, Francesco Saverio Scandone, fa ancora un passo indietro nel tempo: quel 27enne che entrò in via Barozzi senza sapere che ci sarebbe rimasto per 18 anni.
È qui che il racconto diventa più interessante del semplice trasloco. Perché uno studio legale vende competenze, ma costruisce anche appartenenza. E quando cambia sede deve, inevitabilmente, raccontare che cosa intende portare con sé.
Via Barozzi offre peraltro un materiale narrativo difficilmente replicabile. Dalle stanze dello studio sono passati dossier che hanno accompagnato alcuni dei principali passaggi della storia economica italiana: dalle prime grandi privatizzazioni alla scalata Olivetti su Telecom, dalle operazioni su Autostrade e Lottomatica fino a Prada, LVMH, Alitalia, Endesa, RCS e alle grandi vicende del sistema bancario.
La sede, insomma, può diventare parte del brand. E raccontarne l’addio significa anche raccontare la continuità di quel brand mentre cambia pelle.
Non è casuale, allora, che il nuovo indirizzo venga chiamato «BonelliErede HQ» e presentato come uno spazio progettato insieme alle persone dello studio, destinato a favorire collaborazione, innovazione, condivisione delle competenze e nuove connessioni.

Il messaggio è chiaro: non si sta semplicemente lasciando un edificio. Si sta trasferendo una cultura.
Ed è probabilmente questo il vero senso della piccola operazione narrativa costruita su LinkedIn. Non convincere che via Barozzi non mancherà. Al contrario: ammettere che mancherà, trasformando quella memoria in un racconto condiviso. E usare il passato per presentare il futuro.
Da lunedì la porta da aprire è diventata quella di Corso di Porta Nuova 19. La scala Liberty resterà altrove, nelle fotografie e nei ricordi. La storia, invece, continua.
Nell’immagine in alto, il fondatore, Sergio Erede con la managing partner Eliana Catalano e un gruppo di giovani avvocati e avvocate – foto elaborate con l’ausilio di strumenti di IA.
LEGGI IL MAG IN CUI ABBIAMO RACCONTATO IL CANTIERE DELLA NUOVA SEDE E DEL NUOVO STUDIO
