Lexroom acquisisce Brocardi e porta vent’anni di sapere giuridico dentro la sua AI
Lexroom acquisisce il 100% di Brocardi, uno dei principali portali italiani di informazione giuridica. Un’operazione che mette insieme tecnologia, contenuti e distribuzione: oltre al patrimonio editoriale costruito dal 2004, la legal tech guidata da Paolo Fois porta nel proprio ecosistema una community che conta circa un milione di utenti registrati e oltre 4 milioni di visite al mese.
Lexroom accelera nella costruzione della propria infrastruttura di intelligenza artificiale per il mercato legale e lo fa acquisendo il 100% di Brocardi, piattaforma fondata dall’avvocato Manuel Tropea e online dal 2004.
L’operazione ha una valenza che va oltre l’ampliamento del perimetro della società. Per Lexroom, che si propone come un «sistema operativo AI per il lavoro legale», significa infatti mettere insieme due asset sempre più strategici nella competizione tra operatori di legal AI: dati giuridici di qualità e accesso diretto a una vasta platea di professionisti.
Brocardi registra oltre 4 milioni di visite mensili, più di 15 milioni di pagine visitate, oltre 170mila iscritti alla newsletter e circa un milione di utenti registrati. Numeri dietro ai quali si trova soprattutto un patrimonio informativo costruito in più di vent’anni: oltre 100 fonti normative annotate e aggiornate, migliaia di massime giurisprudenziali, più di 9.500 consulenze legali in formato Q&A, un dizionario con oltre 3.700 voci, più di mille tesi di laurea e una libreria di modelli contrattuali.
Il dato diventa un asset della legal AI
È proprio questa base di conoscenza a rappresentare il cuore industriale dell’acquisizione. In una fase in cui la competizione nella legal AI si sta spostando progressivamente dalla disponibilità del modello alla qualità, strutturazione e affidabilità delle fonti sulle quali l’intelligenza artificiale lavora, Lexroom punta a integrare i contenuti sviluppati dalla redazione di Brocardi nella propria infrastruttura.
Spiegazioni delle norme, definizioni e collegamenti tra disposizioni dovrebbero così aggiungere un ulteriore livello di contesto alle fonti già utilizzate dalla piattaforma, con l’obiettivo di aumentare profondità e qualità delle risposte prodotte dall’AI.
«Brocardi ha costruito negli anni una base di conoscenza giuridica estremamente ampia e una relazione consolidata con milioni di persone che ogni mese cercano e consultano il diritto online», spiega Paolo Fois, co-founder e ceo di Lexroom. Secondo Fois, l’operazione consente alla società sia di lavorare su «contenuti giuridici curati e strutturati» sia di avvicinarsi ulteriormente a una community composta da professionisti, praticanti e studenti.
C’è poi un secondo aspetto strategico: la distribuzione. L’acquisizione offre infatti a Lexroom un punto di contatto già consolidato con una parte significativa del mercato legale italiano. In altre parole, la società non compra soltanto contenuti da integrare nella propria tecnologia, ma anche un canale attraverso il quale far conoscere e potenzialmente distribuire nuovi strumenti destinati al lavoro degli avvocati.
Brocardi resta gratuito e mantiene il brand
L’integrazione non comporterà la scomparsa del marchio acquisito. Brocardi continuerà a operare con il proprio brand, la propria redazione e una linea editoriale autonoma. Codici annotati, news, dizionario e newsletter continueranno inoltre a essere accessibili gratuitamente.
Lexroom prevede invece di investire sulla tecnologia del portale, sulla produzione e sull’aggiornamento dei contenuti e sullo sviluppo di nuovi strumenti per gli utenti.
«Lexroom porta tecnologia, AI e capacità di investimento che possono trasformare il patrimonio informativo di Brocardi in nuovi strumenti e servizi, senza perdere l’identità editoriale che ha reso il sito quello che è», afferma Manuel Tropea, che dopo oltre vent’anni passa il testimone alla legal tech.
Per Lexroom l’acquisizione segna così un ulteriore passaggio nella strategia di crescita nel mercato italiano: non soltanto sviluppare strumenti di AI per gli avvocati, ma controllare e organizzare una parte sempre più rilevante della conoscenza giuridica che alimenta quegli stessi strumenti.