venerdì 22 gen 2021
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Latham & Watkins, obiettivo giovani

Latham & Watkins, obiettivo giovani

di nicola di molfetta

Due nuove socie. E dieci mesi ancora in crescita (+10%). Latham & Watkins si prepara ad archiviare un buon 2020. «Il nostro modello di studio si sta dimostrando resiliente». È soddisfatto Antonio Coletti, managing partner della sede italiana della law firm di matrice americana. Nonostante la tragedia del Covid-19, la struttura ha retto («qui, come a livello globale») e può continuare a progettare il proprio futuro partendo dai giovani. Tanto che ha deciso di avviare una campagna social intitolata “Investing in the next generation”.

I primi frutti di questa volontà d’investimento nelle prossime generazioni si sono già visti nei giorni scorsi con la nomina a partner dello studio di Giorgia Lugli e Alessia De Coppi. La prima, attiva sul fronte private equity è arrivata in squadra nel 2014 con un lateral hire da Linklaters. La seconda, in studio dal 2010, è praticamente cresciuta con il banking della law firm e si è costruita una competenza trasversale che va dalle operazione di leveraged finance al capital markets.

Due promozioni che hanno riportato a 11 il numero dei soci italiani dello studio (a febbraio 2020 c’era stata anche la promozione a socio di Antongiulio Scialpi). Due nomine che hanno confermato una volta di più la considerazione di cui l’Italia gode sullo scacchiere internazionale della law firm. «Da noi – sottolinea Coletti – chi diventa socio rientra in un disegno complessivo. Siamo, come noto, un’unica entità e i nostri partner sono equiparati ai soci fatti a Londra o Los Angeles. Queste promozioni sono importanti perché sono un riconoscimento al valore che le due professioniste hanno contribuito a creare in un percorso maturato qui dentro. Inoltre, testimoniano la fiducia dello studio nell’Italia e l’apprezzamento dei risultati che siamo riusciti a raggiungere finora».

Latham & Watkins, in base alle stime pubblicate sui fatturati delle prime 50 insegne d’affari attive nel Paese, ha chiuso il 2019 con ricavi attorno ai 46 milioni di euro. «E nei primi dieci mesi di quest’anno stiamo viaggiando con un +10% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. Certo, è presto per trarre bilanci, considerato che gli ultimi due mesi sono sempre molto rilevanti». Tuttavia questo è un segnale rilevante. Soprattutto se si considera la peculiarità di questo 2020, segnato dalla pandemia di Covid-19.

A questo proposito, Coletti osserva come il modello di studio rappresentato da Latham & Watkins si sia dimostrato «resiliente». «Siamo rimasti sempre molto attivi sia a livello m&a sia a livello capital markets», sottolinea l’avvocato.

In effetti, solo per ricordare qualche caso, questo è stato l’anno in cui, sul fronte m&a e private equity Latham & Watkins ha seguito…

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