Il filtro al contenzioso si chiama risk management

«Il risk management aiuta la riforma della Giustizia. L’approccio sistemico alle controversie riduce i rischi di un contenzioso sterile, che dopo anni spesso non soddisfa né la parte attrice né il convenuto. Anche quando si tratta di contenziosi dai grandi numeri: per esempio gli NPL (Non Performing Loans)».
Per Marco Ferraro (nella foto), co founder con Stefano Giove e Michele Sprovieri dello studio legale FGA, nell’esercizio dell’attività legale sono sempre più rilevanti l’organizzazione del lavoro e la gestione centralizzata delle pratiche, per minimizzare i rischi e massimizzare i risultati per il cliente, anche in termini di efficienza.
Si arriva in tribunale solo se le chances di vittoria superano la soglia del 50%.
Se l’intelligenza artificiale promette di aiutare queste previsioni, per ora la capacità di previsione sta molto nell’expertise degli avvocati.
«Lo studio FGA è riconosciuto per la capacità di gestire grande mole di contenzioso, nel settore della responsabilità professionale e in quella assicurativa. Ma i nostri clienti sanno bene che non escludiamo la risoluzione alternativa e la transazione conveniente. Per noi la frase “in tribunale si dovrebbe arrivare come ultima istanza”, non è uno slogan», dice in questa intervista a MAG l’avvocato Ferraro.


Cosa significa applicare il risk management al contenzioso?
Semplificando, possiamo indicare quali sono le caratteristiche principali di una gestione del rischio nel contenzioso. Per iniziare, è necessario avere una approfondita expertise nella materia, nel merito: conoscere gli indirizzi giurisprudenziali prevalenti e quelli minoritari. In secondo luogo, occorre avere strumenti di lavoro aggiornati: in questo la digitalizzazione del work flow è strategica. È importante ragionare in termini oggettivi, facendosi aiutare dai dati disponibili, sia per individuare indici di “allerta” sia per calcolare le percentuali di successo. Con il quadro chiaro, l’avvocato potrà impostare una strategia completa. I nostri dati confermano…

In che senso?
Abbiamo verificato che nei casi di responsabilità professionale con gestione centralizzata (dei rischi, ndr) la percentuale di pratiche che arriva in contenzioso è intorno al 30%. Vuol dire che il 70% si chiude prima. Inoltre, l’indice di esito positivo delle cause è molto alto, così come la riduzione delle somme in esborso.

In tema di responsabilità sanitaria, è di qualche giorno fa la notizia del lavoro che avete condotto insieme ad Asl Roma 1 per il calcolo delle somme da appostare in bilancio a fronte del rischio sanitario. Un tema molto delicato, oggi più che mai…
A seguito di una gara, lo studio FGA ha elaborato criteri di riservazione per l’appostazione in bilancio delle somme sufficienti e non sovrastimate a fronte del rischio clinico. I criteri sono confluiti nelle Linee Guida per l’appostazione in bilancio delle riserve tecniche dei sinistri stragiudiziali e giudiziali derivanti da responsabilità sanitaria, approvate con delibera n. 700 dalla Asl Roma 1
Per FGA si è trattato di un importante risultato a coronamento di un percorso nel quale si sono incrociate le esperienze dei nostri avvocati in materia di assicurazione, risk management e contenzioso. Cosa avete fatto?
L’esperienza maturata nel settore assicurativo ha permesso di…

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nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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