Hogan Lovells Cadwalader vince in appello per NYU nella controversia su Villa La Pietra

La Corte d’Appello di Firenze ha rigettato l’appello proposto dagli eredi di Liana Beacci, confermando integralmente la sentenza di primo grado del Tribunale di Firenze e la piena proprietà di Villa La Pietra, della collezione d’arte e degli altri beni della tenuta in capo a New York University (NYU). Lo studio legale Hogan Lovells Cadwalader ha assistito l’università americana nel procedimento, giunto a conclusione dopo oltre trent’anni di contenzioso giudiziario.

I termini della controversia

Gli eredi di Liana Beacci avevano reclamato diritti ereditari su Villa La Pietra, sede del campus fiorentino di NYU, sulla collezione d’arte custodita nella villa e sulle altre proprietà della tenuta, compresi il giardino e i terreni circostanti. Con sentenza pubblicata il 6 luglio 2026, la Corte d’Appello di Firenze ha respinto integralmente le richieste degli eredi Beacci, che avevano riproposto in appello le domande di petizione ereditaria, restituzione dei beni e risarcimento danni già rigettate dal Tribunale di Firenze nel 2024.

Le motivazioni della Corte

La Corte d’Appello di Firenze ha confermato che la successione di Arthur Acton costituiva una “situazione esaurita” ai sensi dell’articolo 72 della legge italiana di diritto internazionale privato n. 218/1995, e che i diritti ereditari di Liana Beacci rispetto alla successione paterna dovevano essere valutati secondo la legge inglese, in quanto legge nazionale del de cuius. Poiché la legge inglese applicabile non riconosceva a Liana Beacci diritti successori, comunque prescritti, la Corte ha confermato che gli eredi Beacci non possono vantare alcun diritto sul patrimonio ereditario né di Arthur Acton né di Harold Acton.

Il team legale

Hogan Lovells Cadwalader ha assistito NYU con un team guidato dalla partner Francesca Rolla (nella foto), che ha incluso il partner Alessandro Borrello e il senior associate Vincenzo Donadio. Nel panel difensivo hanno figurato anche il professore Giuseppe Vettori e il costituzionalista Giandomenico Falcon. Ha contribuito inoltre l’esecutore testamentario, l’avvocato Andrea Scavetta, che ha seguito la vicenda giudiziaria come parte del giudizio.

Villa La Pietra fu acquistata a inizio Novecento da Hortense Mitchell, ereditiera americana e moglie di Arthur Acton, cittadino britannico. Il figlio della coppia, Sir Harold Acton, lasciò in eredità la villa e la collezione d’arte a NYU nel 1994. In linea con le volontà di Acton, l’università ha continuato a sviluppare la proprietà come centro culturale e accademico, dedicando risorse al restauro della villa, dei giardini e della collezione.

Joseph Tirella, portavoce di NYU, ha commentato la decisione definendola una pronuncia chiara che si spera ponga fine in modo definitivo a una vicenda giudiziaria durata oltre trent’anni, sottolineando l’impegno dell’università nel proseguire la propria missione accademica e culturale a Villa La Pietra, sede di NYU Florence.

Francesca Rolla ha dichiarato che la sentenza della Corte d’Appello di Firenze è accuratamente motivata e affronta in modo approfondito tutti i profili fattuali e giuridici della controversia, recependo integralmente le argomentazioni difensive sostenute dal team legale.

Axel Indigo

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