Grimaldi apre a New York e punta sull’Ip

di nicola di molfetta

Uno studio legale deve essere come la Svizzera: non necessariamente il più grande, non necessariamente il più potente, non necessariamente il più ricco ma quello con il ciclo economico più costante e capace di crescere anche in maniera anticiclica». Francesco Sciaudone (nella foto), accoglie MAG nella nuova sala riunioni all’ultimo piano dell’edificio di via Fratelli Gabba in cui lo studio Grimaldi ha una parte dei suoi uffici milanesi. Il 2017, dice il managing partner, «è stato un anno vivace». Il fatturato è cresciuto ancora (+10% circa) e la struttura è riuscita a consolidare alcuni degli investimenti realizzati nei mesi scorsi.

«Siamo soddisfatti dei risultati arrivati nel real estate dopo l’ingresso di Paolo Rulli», racconta Sciaudone, «così come del posizionamento raggiunto nei mercati in cui abbiamo una presenza più tradizionale». A Londra «siamo riusciti a stabilire la presenza più rilevante tra gli studi italiani impiantando un team di 12 professionisti tra cui quattro soci (Michael Bray, Riccardo Sallustio, Fabio Pizzoccheri e Giacomo Serra Zanetti, ndr)». Mentre con la sede di Bruxelles, in cui è appena arrivato come of counsel Gianfranco Dell’Alba, «siamo ormai diventati un punto di riferimento per ciò che attiene il diritto comunitario» come dimostra anche l’incarico ricevuto dallo studio a fine gennaio da parte del Comune di Milano per presentare i ricorsi al Tribunale dell’Unione Europea per l’annullamento e la sospensione dell’aggiudicazione della sede dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) ad Amsterdam. Un incarico che Sciaudone ha seguito in prima persona assieme ai colleghi Daniela Fioretti e Andrea Neri, oltreché con il professor Massimo Condinanzi, ordinario di Diritto europeo all’Università degli studi di Milano. Una mission impossible. Tuttavia, come spiega in questa intervista l’avvocato recentemente nominato anche commissario per il concordato preventivo dell’Anm di Napoli e membro del working group “Authomated Vehicles” dell’Aipcr, «è proprio in queste circostanze che si esprime il valore di un professionista. Gli avvocati devono servire a risolvere problemi».

Intanto, Grimaldi non si ferma. E prosegue nei suoi investimenti in persone e sedi. Come anticipato da Legalcommunity.it, a inizio anno è stato ufficializzato l’ingresso di Ilario Giangrossi, ex Norton Rose Fulbright e del suo team nella sede di Milano. Un innesto rilevante che ha ulteriormente rafforzato lo studio nell’area contenzioso e arbitrati. «All’inizio di quest’anno, inoltre, abbiamo deciso di presidiare in modo importante anche il settore della proprietà intellettuale e industriale prendendo in squadra giuristi di grande standing come Paolo Spada e Rosaria Romano oltre a un team più giovane che li affiancherà», dice Sciaudone. «Poi abbiamo ulteriormente sviluppato la presenza nel diritto delle assicurazioni con l’arrivo di Stefano Rossi», precedentemente titolare di uno studio a Roma.

Ha parlato anche di investimenti nelle sedi: crescete ancora all’estero?
Stiamo continuando a lavorare sia sull’espansione Oltreconfine sia su quella domestica. Siamo riusciti a creare le condizioni per l’arrivo su New York di un nostro socio, Giorgio Gallenzi, con cui speriamo di ripetere lo stesso successo che abbiamo avuto a Londra. E poi c’è la Svizzera.

Cresce la sede di Lugano?
Cresce e vede l’arrivo di Massimo Agostini, ex Gop e Carnelutti.

Faceva anche riferimento all’Italia...
Abbiamo in animo di completare la nostra presenza territoriale aprendo una sede in Emilia Romagna (Parma potrebbe essere la città giusta) e dovremmo integrare ulteriormente la nostra presenza su Bari.

Qualche anno fa mi ha detto che 150 professionisti era l’obiettivo ideale per lo studio oltreché l’unica dimensione sostenibile in un mercato come l’Italia. Oramai ci siete, no?
Al momento abbiamo sicuramente raggiunto alcuni dei nostri obiettivi. Nel 2018, lo studio avrà…

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Grimaldi apre a New York e punta sull’Ip

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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