sabato 31 ott 2020
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Gli avvocati del private equity

Gli avvocati del private equity

Questione di prospettive. Punti di vista, potremmo dire. Se è vero che nel 2019 l’attività del private  equity in Italia, in termini di capitali investiti, è stata meno intensa rispetto a quanto avvenuto nell’esercizio precedente, è vero anche che l’industria dei capitali privati ha rappresentato ancora una volta uno dei principali motori dell’attività m&a e quindi uno dei migliori clienti per quella fetta dell’avvocatura d’affari nazionale impegnata sul fronte delle operazioni straordinarie.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Aifi (l’associazione italiana che raggruppa gli operatori del settore) nell’annuale rapporto sul settore curato assieme a Pwc, nel 2019 gli investimenti si sono fermati a quota 7,223 miliardi di euro, in calo del 26% rispetto all’anno precedente quando i capitali iniettati nell’economia nazionale dal comparto sono arrivati a 9,788 miliardi.

In crescita, però, il numero delle operazioni che dalle 359 di due anni fa sono passate a 370 mettendo a segno un discreto +3%. Gran parte dell’attività dei private equity attivi in Italia è stata assorbita, come al solito, da operazioni di buy out (5,096 miliardi).

Un piatto che, se non ricco, di fatto si può definire abbondante per il settore della business law che, in ogni caso, ha macinato mandati e lavoro sul fronte fusioni e acquisizioni grazie anche, se non sopratutto, ai mandati connessi all’attività del private equity.

Per capire di cosa stiamo parlando è sufficiente prendere la classifica dei primi dieci studi legali per numero di operazioni di m&a seguite nel corso del 2019 e osservare il peso che le operazioni di private equity hanno avuto sul totale dell’attività (in termini di numero di operazioni seguite) svolta dagli studi. Ai due estremi troviamo Gattai Minoli Agostinelli, per il quale l’attività sul fronte private equity ha rappresentato il 65% del totale delle operazioni di fusione e acquisizione seguite nel corso del 2019 e BonelliErede per cui, invece, i deal legati all’attività del private equity hanno rappresentato il 20% del totale del lavoro m&a svolto sempre nell’anno appena trascorso.

In mezzo però, per ciascuno dei principali player legali nel settore delle operazioni straordinarie, questo mercato ha rappresentato non meno del 30% dell’attività m&a dell’anno. Si va dal 34% di Gianni Origoni Grippo Cappelli (Gop), al 39% di Nctm, passando per il 34% di Orrick e salendo via via al  42% di Pwc Tls, 45% di Pedersoli, o al 47% di Gatti Pavesi Bianchi fino al 55% di Chiomenti e al 58% di Legance.

In termini di volumi, ovvero di numero di operazioni seguite, il 2019 si è chiuso sostanzialmente in linea con il precedente registrando persino una crescita dell’attività private equity per molti dei principali studi legali attivi nel comparto. Ben sei delle prime dieci insegne per numero di operazioni annunciate nel corso dell’anno, secondo i dati Mergermarket elaborati da legalcommunity, hanno portato a casa più di 20 operazioni. Fanno parte di questo inner club del private equity nazionale Legance, Nctm, Gattai Minoli Agostinelli, Gop, Chiomenti e Pedersoli.

Indubbiamente, se si guarda alla performance 2019 in termini di valore delle operazioni seguite, si assiste a un calo più o meno generalizzato (specchio di quanto rilevato dall’Aifi) che in alcuni casi arriva a punte negative del 90%. Ma nel considerare questi dati bisogna tener conto dell’effetto prodotto dalla scarsità di billion euro deal registrata nell’anno appena archiviato rispetto all’abbondanza registrata nell’anno prima che, tra l’altro, ha visto anche operazioni multimiliardarie come il passaggio di Recordati al private equity Cvc.

Nel 2019 le operazioni a nove zeri sono state molte meno. E, in ogni caso, il ticket staccato, ha avuto dimensioni ben inferiori rispetto a quelle dei maggiori del del 2018.

Il settore farmaceutico si è confermato uno dei più interessanti. Qui, in particolare, abbiamo registrato la vendita di Doc Generici da parte di Cvc a Intermediate e Merieux: un’operazione da circa 1,1 miliardi di euro. Tornano i big deal sulla scena del private equity italiano.

In campo, come è facile immaginare, numerosi studi legali. In particolare,…

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