Capital solutions, la nuova frontiera del lavoro legale

C’è una nuova practice che si sta facendo spazio negli studi internazionali. Si chiama capital solutions e nasce, soprattutto, da un problema sempre più evidente per il private equity: vendere le partecipate e restituire capitale agli investitori è diventato più difficile.

Come ha raccontato Non-Billable, negli Stati Uniti e nel Regno Unito le law firm stanno organizzando sotto questa etichetta competenze che fino a pochi anni fa venivano attivate caso per caso. Mayer Brown e DLA Piper hanno lanciato practice dedicate a Londra nel 2026, seguendo Akin, mentre anche banche come JPMorgan e Goldman Sachs hanno creato desk specializzati.

Il terreno è quello compreso tra equity e debito: cessioni di quote di minoranza, preferred equity, PIK notes (strumenti finanziari di debito in cui gli interessi non vengono pagati periodicamente in contanti, ma vengono accumulati e aggiunti al capitale residuo, venendo saldati in un’unica soluzione alla scadenza) e strutture ibride che consentono agli sponsor di ottenere liquidità senza ricorrere necessariamente alla tradizionale exit. Una risposta particolarmente utile quando il divario tra le valutazioni attese dai venditori e quelle riconosciute dal mercato rende meno conveniente cedere un asset.

Per gli studi legali l’aspetto più interessante è un altro. Non esiste ancora una vera standardizzazione. Ogni operazione richiede di costruire una soluzione su misura e può coinvolgere contemporaneamente private equity, finance, restructuring, tax, antitrust, regulatory, governance e FDI. Esattamente il tipo di attività cross practice, complessa e difficilmente “commoditizzabile” sulla quale le grandi law firm possono difendere margini e valore aggiunto.

Il fenomeno merita attenzione anche in Italia. Dopo anni caratterizzati da un numero elevato di operazioni di private equity, molti fondi si trovano con portafogli costruiti in fasi di mercato differenti e con la necessità, prima o poi, di realizzare le exit. Se vendere alle condizioni desiderate diventasse più complicato, anche nel nostro mercato potrebbe crescere la domanda di strumenti capaci di creare liquidità, finanziare nuove acquisizioni o semplicemente guadagnare tempo in attesa di condizioni migliori.

È qui che le capital solutions potrebbero trasformarsi da nicchia finanziaria a nuova area di competizione tra gli studi. Non tanto perché siano strumenti completamente nuovi, quanto perché nuovo è il tentativo di riunirli in una practice riconoscibile, mettendo attorno allo stesso tavolo competenze che tradizionalmente appartengono a dipartimenti diversi.

In alto, immagine generica creata con l’ausilio dell’IA.

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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