Bentoteca, il Giappone secondo Tokuyoshi
Ci sono ristoranti nei quali la formula degustazione rappresenta la scelta migliore per comprendere la filosofia della cucina. Bentoteca, in zona corso Genova a Milano, è uno di questi. Il locale dello chef Yoji Tokuyoshi, nato dalla trasformazione del suo precedente ristorante stellato, conserva l’ambizione gastronomica delle origini, declinandola in una proposta più informale, ma tutt’altro che semplice.
La scelta cade sul percorso omakase, affidandosi quindi alla cucina. Il prezzo è di 98 euro a persona, una cifra importante ma giustificata dalla qualità dell’esperienza.
La sequenza delle portate racconta una cucina giapponese capace di dialogare con ingredienti e suggestioni occidentali. Si comincia con una selezione di sashimi particolarmente interessante, nella quale spiccano diversi tagli di tonno e persino una canocchia. Materie prime eccellenti, lavorate con precisione e presentate senza inutili virtuosismi.
Tra i passaggi più riusciti, sublimi i nigiri di Wagyu, piccoli bocconi nei quali la ricchezza della carne trova un equilibrio sorprendente. La portata principale è invece un’anatra preparata secondo tradizione, che introduce nel percorso una dimensione più sostanziosa.
Il tutto si svolge in un ambiente elegante, eredità della precedente esperienza stellata, ma privo di quella rigidità che talvolta accompagna l’alta cucina.
Il servizio merita una menzione particolare: professionale, attento e soprattutto capace di imprimere alla cena un ritmo piacevole. Le portate si susseguono senza fretta né inutili attese, consentendo di affrontare una degustazione ricca in tempi ragionevoli.
Bentoteca conferma così la capacità di Tokuyoshi di coniugare tecnica, identità e piacere della tavola. Un indirizzo da consigliare, soprattutto a chi ama lasciarsi guidare dalla cucina.