venerdì 07 ago 2020
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Annunziata & Conso, network e tecnologia

Annunziata & Conso, network e tecnologia

Cominciamo dall’ultimo ingresso. Nelle scorse settimane ha fatto il suo ingresso nelle fila del network Annunziata&Conso, Mariano Carozzi, in qualità di of counsel. Perché la notizia non è passata inosservata?. Semplice: si tratta di un professionista dalla solida esperienza legale, ma non solo. Carozzi è un professionista con alle spalle più di venti anni in Banca Sella ed è un imprenditore che possiamo annoverare tra i pionieri del fintech italiano. Nel 2008, per esempio, lanciò la prima piattaforma di peer to peer lending tricolore, battezzata Prestiamoci. Quindi, come i più attenti alle cronache della tecnologia finanziaria ricorderanno, nel 2015 è entrato in Sator, dove ha seguito lo sviluppo del progetto Tinaba. A corredo, poi, possiamo ricordare l’impegno come componente del comitato investimenti dei venture capital Dpixel e Jupiter e oggi è partner e amministratore delle startup fintech Benfid e Young.

Un curriculum che, di primo acchito, potrebbe apparire del tutto atipico per un professionista chiamato a far parte della squadra di uno “studio legale”. In realtà, però, non è così. E di sicuro non lo è nell’ecosistema professionale che Andrea Conso e Filippo Annunziata (entrambi nella foto in alto) hanno deciso di costruire sotto l’egida del loro brand (si veda il numero 118 di MAG).

Annunziata & Conso, infatti, non è più soltanto uno studio legale. E questo, non solo per il fatto che poco meno di due anni fa i suoi fondatori  (Annunziata, Conso e Filippo Berneri) hanno deciso di modificare la compagine sociale dello studio e di cambiare forma giuridica costituendo una società tra avvocati a reddito limitato (AC Firm Sta). Ma soprattutto, perché, da quel momento hanno dato vita a un progetto integrato in cui all’attività legale tradizionalmente intesa, è stata affiancata in maniera stabile, diciamo pure sistemica, quella di consulenza, esercitata tramite AC Advisory e quella nel settore dei sistemi di controllo e della corporate governance che fa capo a una società di revisione specializzata nell’esternalizzazione delle funzioni di compliance, internal audit e risk management che agisce con il brand AC Services.

Ed è proprio a questa unit, guidata da Donato Varani, originariamente basata a Roma e da alcune settimane operativa con un ufficio anche a Milano, che Carozzi si è andato a unire con l’obiettivo di sviluppare nuovi servizi di assistenza alle imprese che operano nel fintech, assicurando la copertura di tutte le competenze legali, societarie e di compliance regolamentare e fiscale.

Per capire come questi percorsi evolutivi del progetto Annunziata&Conso si svolgano in totale sincronia, basta guardare alle recenti mosse di mercato messe a segno dal gruppo che, non a caso, hanno riguardato anche lo studio dove di recente è arrivato un team di professionisti guidati dal partner Roberto Ferretti, trent’anni d’esperienza (membro dell’organo decidente di Milano dell’Arbitro Bancario Finanziario, vicepresidente e membro del Comitato scientifico dell’Associazione Europea per il Diritto Bancario e Finanziario e membro dello European Law Institute) e composto da Roberto Mantegazza, Camilla Merlini, Daniel Lunetta e Antonella Santoro. Pochi mesi prima, invece, è stata la volta di Mariagrazia De Luca che guida un team dedicato alla compliance fiscale, inserito nell’area di consulenza e assistenza in fatto di governance e controlli aziendali: uno dei fulcri di attività e di ricerca del gruppo. Infine, è datata ottobre 2019, la promozione a socio di Giovanni Campidoglio, avvocato, partner responsabile nell’area contenzioso a cui, proprio in questi giorni si è aggiunta quella di tre nuovi soci nell’area services (leggi qui la notizia).

Questo quadro, limitato alle novità più recenti, illustra in maniera piuttosto chiara il modo in cui si sta muovendo l’organizzazione. Un percorso che dovrebbe produrre anche un effetto sui numeri del gruppo che, a oggi, ha ricavi stabili attorno ai 6 milioni di euro (con un trend di crescita del 20% l’anno) e una base di costi che non supera il 40%. Nel prossimo biennio, però, grazie all’attuazione di questa strategia, il fatturato dovrebbe raggiungere i 10 milioni che, in presenza di una struttura di costi stabile, determinerà un sensibile aumento della redditività del gruppo.

Ma torniamo al modello. A fianco della competenza tecnico giuridica, il network sta integrando…

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