Quindici anni sull’asse Italia – Usa

di letizia ceriani

C’è un tipo di pazienza che somiglia all’attesa. È quella che costruisce in silenzio, un mattone alla volta, le fondamenta di un progetto. Giuliano Iannaccone (in foto), partner a New York di Tarter Krinsky & Drogin, ha impiegato 15 anni per farne una realtà: la Italy Practice, nata nel 2011 e oggi guidata insieme a Gina Piazza, conta circa 14 professionisti accomunati dalla lingua italiana — madrelingua o acquisita — con l’obiettivo di offrire un servizio di eccellenza a imprenditori, professionisti e dirigenti italiani che si muovono verso il mercato americano.

Dal Veneto con furore

A portare, nei primi anni 2000, Iannaccone da Treviso a New York è una circostanza casuale. «Non sognavo di venire negli Stati Uniti», racconta, «ma i miei genitori si sono trasferiti per lavoro. Una volta terminati gli studi a Trieste, sono andato a trovarli e, inaspettatamente, non me ne sono più andato». Così, con una laurea in giurisprudenza e una lingua tutta da imparare, Iannaccone si iscrive a un LLM, svolge un internship all’American Society of International Law a Washington e nel frattempo si prepara al Bar Exam. Cercando tra gli studi di lingua italiana, viene assunto in una firm piccolissima che gli porta tre clienti preziosi, ancora oggi in portafoglio. Investendo su passaparola e fiducia, la sua reputazione cresce fino ad approdare, dopo qualche anno in proprio, in Tarter Krinsky & Drogin.

La carriera legale di Iannaccone si incentra inizialmente sul wholesale e retail per alcuni marchi di alta moda — una specializzazione che nel tempo ha generato fiducia, e la fiducia ha generato contatti, alcuni dei quali resistono ai segni del tempo.

Oggi Iannaccone è membro permanente dell’Executive Committee e del Compensation Committee dello studio, l’unico italiano a farne parte. «Sono molto lusingato, ma la speranza è che in futuro avvenga un vero e proprio passaggio di consegna», dice. La prospettiva, assicura, c’è e sono le persone a dimostrarlo.

Un modello su misura

Il team riunisce avvocati formati in Italia e poi approdati negli Stati Uniti, ma anche italoamericani con una formazione giuridica locale e un bilinguismo autentico. «È una combinazione vincente — sottolinea Iannaccone — perché le persone cresciute lì hanno un’impronta più locale, mentre gli altri mantengono la propria appartenenza culturale, cambiando però baricentro».

La particolarità dello studio, secondo Iannaccone, sta proprio nell’ottima conoscenza di entrambi i mercati: «Abbiamo costruito una competenza piuttosto unica nel panorama internazionale». Tarter Krinsky & Drogin — circa 150 avvocati e 240 professionisti in totale, con uffici a New York, Los Angeles, Princeton, Garden City, San Antonio e, da poco, Miami — si colloca nella fascia medio-alta del mercato, ben distinta sia dalle grandi law firm che dalle boutique specializzate.

Un posizionamento che Iannaccone considera un vantaggio: «Abbiamo struttura, competenze e governance di uno studio che potrebbe ospitare molti più avvocati, per la qualità dei servizi che è in grado di offrire». L’esperienza multidisciplinare copre infatti oltre 30 aree del diritto — dal bancario al societario, dal diritto del lavoro al real estate, dal penale-societario ai Capital Markets & M&A — e la Italy Practice ha dato vita a un International Practice Group che comprende oggi le aree French, German, Benelux, China & India, Turkish e Canada Practice.

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letizia.ceriani@lcpublishinggroup.it

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