Se la giustizia diventa un bersaglio – Video editoriale – Legalcommunity n. 354

Contenuto YouTube bloccato

Per vedere questo contenuto servono i cookie di marketing. Puoi sbloccare solo questo elemento, senza modificare le tue preferenze.

Si può essere in disaccordo con una sentenza. Si può contestare una corte. Ma che cosa succede quando si passa dalla critica alle sanzioni? Quando si colpiscono i giudici e le istituzioni chiamate ad applicare il diritto?

È la domanda che pone l’iniziativa dell’International Bar Association, che il 20 ottobre ha promosso un appello sottoscritto da otto organizzazioni forensi internazionali, tra cui l’American Bar Association e il CCBE, per difendere l’indipendenza della giustizia internazionale.

Nel mirino ci sono le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Corte penale internazionale, estese il 9 ottobre alla stessa istituzione dopo le precedenti misure contro singoli giudici e funzionari.

Il rischio non è soltanto politico. È operativo. Le sanzioni possono compromettere indagini, processi, protezione dei testimoni e servizi essenziali al funzionamento della Corte.

Il presidente dell’IBA, Claudio Visco, ha lanciato un allarme sul momento che stanno attraversando il diritto internazionale, lo Stato di diritto e l’ordine globale. E ha ribadito il valore di una professione legale capace di far sentire la propria voce quando le regole comuni vengono messe sotto pressione.

È questo il punto. L’appello dell’IBA non riguarda soltanto il destino della Corte penale internazionale. Riguarda il ruolo degli avvocati nella difesa delle istituzioni e dei principi sui quali si fonda la giustizia.

Naturalmente, le corti possono sbagliare. Le loro decisioni possono essere contestate. Ma esiste una differenza fondamentale tra contestare una decisione e colpire l’istituzione che l’ha pronunciata.

La prima è parte del diritto. La seconda rischia di trasformare il potere in uno strumento di intimidazione.

E allora la domanda è semplice: quanto vale l’indipendenza della giustizia se siamo disposti a difenderla soltanto quando le sue decisioni ci fanno comodo?

SHARE