sabato 31 ott 2020
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Un’app per il consenso consapevole

Un’app per il consenso consapevole

Attorno al tema del “consenso consapevole” orbitano molteplici interessi, sia privati (utenti e consumatori, ma anche organizzazioni e aziende) che pubblici (generale buon andamento dei rapporti tra privati e buon funzionamento delle funzioni essenziali). E sicuramente molto è stato fatto negli anni recenti per tutelarli almeno in parte: basti pensare al codice del consumo, che ha reso mainstream nell’ordinamento italiano i concetti di clausole vessatorie, trattazione specifica e nullità di protezione. Tutti rimedi che lasciano, però, intatto il problema principale: come assicurarsi che chi firma un documento lo abbia davvero compreso?

È qui che entra in gioco Confirmo, un’app che offre alle aziende una soluzione informatica multimediale finalizzata a garantire la piena e corretta trasmissione delle informazioni a chi stipula un contratto: a vantaggio di quest’ultimo, ma anche delle aziende interessate a eliminare le fonti di possibili equivoci o contenziosi.

MAG ha parlato con Marco Cappellini, fondatore di Confirmo insieme al socio e cto della piattaforma Stefano Rova, che ci ha raccontato il funzionamento del servizio e la genesi di una startup italiana che ha già attirato l’attenzione di acceleratori e aziende anche al di fuori dei confini del Belpaese.

Qual è il vostro background? Come è nata Confirmo?
Io e il mio socio Stefano Rova siamo entrambi informatici. Personalmente, con il mio team abbiamo lavorato per 15 anni nell’ambito della digital transformation, sia nel pubblico che nel privato. E ci siamo trovati costantemente di fronte al problema della firma consapevole di un documento, particolarmente nell’ambito sanitario. Abbiamo cercato sul mercato soluzioni tecnologiche in grado di risolvere questi problemi, ma non c’erano; e quindi abbiamo deciso di crearla noi, precisamente nell’agosto 2019: siamo partiti in due, e oggi siamo già in dieci a lavorare al progetto.

Quali sono i problemi che avete dovuto affrontare nello specifico?
Il problema principale è il gap di comunicazione che si viene a creare tra organizzazione e utente, o nel caso d’esempio tra medico e paziente: per quanto un medico possa essere capace o solerte nello spiegare tutto al paziente, ci sono studi che hanno dimostrato che quest’ultimo perde fino all’80% delle informazioni ricevute nel momento in cui esce dall’ambulatorio. Confirmo rimedia a questo problema trasformando il processo di trasmissione dell’informazione, verificandone la corretta comprensione e generando una documentazione ad hoc su cui apporre firme digitali.

E come ci riuscite?
Per la parte informativa sfruttiamo tutto lo spettro della multimedialità: i nostri clienti caricano video, audio, infografiche, per creare un flusso informativo che spiega all’utente il documento che andrà a firmare. A disposizione di quest’ultimo c’è anche un assistente virtuale, un’IA che risponde alle eventuali domande che l’utente dovesse avere sul procedimento.

In che modo verificate che il tutto sia stato compreso?
I nostri clienti, con il nostro supporto o, più spesso, con il supporto del loro ufficio legale, costruiscono un test di…

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