Trevisan & Cuonzo e TCBM con Newron e Zambon in una decisione destinata a fare scuola sugli SPC
La Corte Federale dei Brevetti tedesca (Bundespatentgericht) ha riconosciuto il certificato complementare di protezione (SPC) relativo a Xadago, farmaco a base di safinamide indicato per il trattamento della malattia di Parkinson, ribaltando la precedente decisione di diniego emessa dall’Ufficio Brevetti e Marchi tedesco (Deutschen Patent und Markenamt). La pronuncia riguarda Newron Pharmaceuticals e la sua licenziataria esclusiva Zambon, assistite dallo studio legale Trevisan & Cuonzo e dalla boutique di consulenza brevettuale TCBM.
La decisione e il suo rilievo sistematico
La sentenza del Bundespatentgericht si inserisce in un contesto di contenzioso multigiurisdizionale attivo in diversi Paesi europei ed extra-europei, nell’ambito del quale Newron e Zambon avevano già ottenuto decisioni favorevoli sull’azionamento del proprio portafoglio brevettuale relativo a Xadago in Germania e in Olanda.
La pronuncia tedesca si distingue tuttavia per la sua portata sistematica: la Corte Federale dei Brevetti ha fornito un’interpretazione destinata a costituire un leading case in materia di SPC per principi attivi utilizzati in cosiddetta loose combination con altri medicinali, una questione particolarmente dibattuta nel settore farmaceutico europeo.
I team legali
Trevisan & Cuonzo ha coordinato la propria attività con TCBM nell’ambito di un programma multigiurisdizionale di enforcement in ambito pharma. Il team di Trevisan & Cuonzo è stato guidato dall’avv. Daniela Ampollini, partner dello studio, mentre quello di TCBM è stato coordinato dalla dott.ssa Silvia Bertuccio, partner di TCBM. Entrambi i team comprendono avvocati e patent attorneys specializzati nel settore life science, con competenze operative sia davanti alle corti italiane sia in sede internazionale.
Secondo Daniela Ampollini, il risultato riconosce i significativi investimenti in ricerca e sviluppo delle due aziende e la loro capacità di utilizzare gli strumenti della proprietà industriale sul piano internazionale. Silvia Bertuccio ha sottolineato come la complessità della sfida richieda un team articolato, con consolidata esperienza nelle tematiche che caratterizzano i diritti di proprietà industriale in ambito pharma, capace di operare con flessibilità e velocità di reazione nella gestione dei molteplici risvolti internazionali.