TAR Marche: Studio Sticchi Damiani vince su fotovoltaico e moduli colorati

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche ha accolto il ricorso proposto da VSE, società del gruppo Viridis Energia, annullando le prescrizioni contenute nella Determinazione di Autorizzazione Unica che avevano di fatto compromesso la realizzabilità di un impianto fotovoltaico. La sentenza n. 527/2026 del TAR Ancona rappresenta un punto di riferimento rilevante in materia di autorizzazioni per impianti da fonti rinnovabili e limiti imposti dalle pubbliche amministrazioni in sede di bilanciamento degli interessi.

Le prescrizioni impugnate imponevano al proponente l’adozione di moduli colorati — con conseguente riduzione della producibilità energetica — e vietavano contestualmente di compensare tale perdita attraverso un aumento della superficie dell’impianto. VSE era assistita dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani (in foto) dello Studio Sticchi Damiani.

Le motivazioni del TAR

Il Giudice Amministrativo ha rilevato che le due prescrizioni, lette congiuntamente, si traducevano in «un sostanziale diniego dell’autorizzazione richiesta dalla società ricorrente», pregiudicandone la sostenibilità economico-finanziaria, che il Tribunale ha definito elemento tutt’altro che secondario ai fini della valutazione complessiva del progetto.

Il TAR ha chiarito che, pur essendo in linea di principio ammissibile imporre prescrizioni volte a minimizzare l’impatto visivo di un impianto fotovoltaico, tali prescrizioni «debbono, nel loro complesso, rispondere al principio di adeguatezza e, soprattutto, non si debbono tradurre in un diniego surrettizio dell’A.U.». Il Tribunale ha inoltre sottolineato che il progetto insiste su un’area idonea ex lege, situata nelle immediate vicinanze di un’importante arteria autostradale e di insediamenti antropici, circostanza che «impone di valutare in maniera specifica le caratteristiche ambientali e paesaggistiche del sito».

Implicazioni per il settore

La pronuncia si inserisce nel dibattito, sempre più acceso, sui limiti entro cui le amministrazioni possono condizionare il rilascio delle autorizzazioni uniche per impianti da energie rinnovabili. La sentenza ribadisce che il potere prescrittivo non può essere esercitato in modo da svuotare di contenuto l’autorizzazione stessa, ponendo un argine alle pratiche di diniego indiretto che rischiano di ostacolare la transizione energetica.

Axel Indigo

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