martedì 20 ott 2020
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Studi legali d’affari, una integrazione ogni due mesi

Studi legali d’affari, una integrazione ogni due mesi

di nicola di molfetta

Fusioni. Integrazioni. Cambiano le definizioni, ma non la sostanza. Tra il 2019 e oggi, il mercato dei servizi legali italiano ha registrato una vera e propria esplosione del cosiddetto Risiko tra studi.

Il ritmo medio con cui si sono susseguiti gli annunci relativi a unioni tra avvocati dice tutto: praticamente uno ogni due mesi (sebbene in termini assoluti, il grosso delle operazioni si è concretizzato a settembre 2020). Una cosa che non si vedeva dai tempi delle “invasioni barbariche” (ossia dell’avvento delle law firm internazionali in Italia) di fine anni Novanta.

La differenza con quell’epoca, però, è importante. Oggi i protagonisti di questo trend sono essenzialmente studi italiani. E la ratio con cui determinate operazioni vengono messe a segno è legata alla realizzazione di un piano sviluppo che ogni insegna protagonista di questa stagione di m&a legale è intenta a realizzare.
Idealmente, tutto è partito dalla operazione BonelliErede-Lombardi e Associati. Mentre l’ultima tappa (almeno per il momento) di questa sarabanda di merger in grisaglia è stata quella che, il prossimo gennaio 2021, porterà alla nascita di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.

Primato per distacco

Nel caso di BonelliErede e della fusione con lo studio fondato da Giuseppe Lombardi, l’organizzazione presieduta da Stefano Simontacchi ha centrato sostanzialmente due obiettivi.
Il primo è stato quello di rafforzare in modo significativo il proprio posizionamento nelle aree del litigation e del restructuring.

Il secondo, invece, è stato quello di realizzare, per usare le parole di Simontacchi, un «primato per distacco» che, anche nel 2019 ha consentito all’associazione di conservare il titolo italiano di numero uno per fatturato: 194 milioni di euro (secondo le stime elaborate da legalcommunity) ovvero più di trenta milioni oltre il giro d’affari del secondo studio presente nella Best 50 (si veda il numero 142 di MAG).

Quest’operazione ha consolidato il posizionamento di BonelliErede, ha dimostrato una volta di più la sua capacità di attirare i top player del settore ed è stata un banco di prova importante per la tenuta della governance della struttura.

Vero è che non tutti i professionisti che facevano parte dello studio Lombardi, alla fine, hanno scelto di restare con il resto del gruppo. Ma al netto di chi ha scelto di non far parte dell’operazione (si pensi ad Antonio Segni e Andrea Mazziotti che hanno deciso di tornare in Gop o a Carla Mambretti che con il suo team è passata a Gattai Minoli Agostinelli) ovvero di chi ha deciso di tirarsi fuori subito dopo la sua definizione per seguire altre strade, resta il fatto che BonelliErede è riuscito a portare a casa il risultato che si era prefissato, dando vita a una struttura che oggi, tra l’altro, conta oltre 540 professionisti.

La seconda volta di Gatti Pavesi Bianchi

Che una fusione possa comportare la perdita di alcuni elementi in corso d’opera è da mettere in conto. Del resto, in un business di persone come quello in cui sono calate le strutture legali è fondamentale che tutti i componenti di un progetto professionale condividano la stessa visione. Lo sanno bene da Gatti Pavesi Bianchi. Lo studio, come lo conosciamo oggi, è nato dalla integrazione tra l’allora d’Urso Gatti e Bianchi e parte di quella che era la boutique Pavesi Gitti Verzoni (si veda il numero 6 di MAG). L’operazione, nell’estate del 2015, andò in porto senza Gregorio Gitti (nel frattempo unitosi al gruppo di Vincenzo Giannantonio dell’allora Raynaud & Partners, con cui ha dato vita a Gitti & Partners) ma realizzò comunque l’obiettivo di costituire una delle super boutique più forti nel mercato del corporate m&a e del contenzioso. Un progetto che, con il passare degli anni è evoluto e si è declinato anche in chiave multidisciplinare acquisendo professionisti e competenze allineati al posizionamento di prima fascia del resto dello studio. Prima nel labour, con l’arrivo di Paola Tradati e Nicola Bonante e adesso nel tax con l’integrazione di tutto il team di Ludovici Piccone & Partner.

Oltre al cambio di nome (visto che da gennaio 2021 quello di Paolo Ludovici si affiancherà a quelli di Francesco Gatti, Carlo Pavesi e Luigi Arturo Bianchi) questa operazione determina l’ingresso dello studio nel mercato fiscale e tributario. E non parliamo di un ingresso in punta di piedi o graduale. Eletto professionista dell’anno all’ultima edizione dei legalcommunity Labour Awards, Ludovici è anche qualificato come “star individual” del settore dalla directory Chambers and Partners. E ciò significa che con questa operazione lo studio non si limita ad allargare la propria offerta di servizi al tax, ma entra in questo segmento del mercato occupando da subito un posizionamento di primo livello. Il che potrebbe avere un impatto immediato anche sui numeri della struttura guidata dal managing partner Stefano Valerio che, dopo questa integrazione, arriverà a contare circa 140 professionisti e un fatturato di partenza stimabile attorno ai 50 milioni di euro.

Presidii d’eccellenza

La costruzione di presidii d’eccellenza in specifiche aree di pratica si rivela uno degli obiettivi fondamentali che le operazioni di integrazione registrate nel corso dell’ultimo anno hanno perseguito.
In questo senso, per esempio, può essere letta la decisione di Chiomenti di procedere all’integrazione della boutique Ejc – Roberti & Associati, fondata da Gian Michele Roberti.

Con questa operazione, che ha visto anche l’ingresso in qualità di soci degli avvocati Guido Bellitti, Marco Serpone e Isabella Perego, lo studio guidato da Francesco Tedeschini ha dato vita a un dipartimento di diritto europeo che non solo ha avviato importanti sinergie con altri settori dello studio (a cominciare da quello di diritto della concorrenza affidato a Cristoforo Osti) ma ha anche costruito un presidio di rilievo nel diritto dell’Unione Europea e nei settori del diritto nazionale strettamente interconnessi con esso.

Una logica simile ha guidato Dentons nell’integrazione dello studio Annicchiarico. Qui, però, il focus dell’operazione è stato il penale d’impresa (si veda anche l’intervista a Sara Biglieri, head del settore litigation & dispute resolution, in questo numero di MAG). La law firm guidata da Federico Sutti, infatti, ha da tempo deciso di integrare la propria offerta sul fronte contenzioso con competenze credibili in ambito white collar crime e dopo l’ingresso di Matteo Vizzardi, ex Santa Maria & Associati arrivato in squadra a giugno 2019, ha realizzato quest’operazione con Pasquale Annicchiarico e il suo team dando vita a una squadra di consulenti e processualisti veri e propri.

Consolidamento e innovazione

In altri casi, invece, le integrazioni registrate in questo periodo sono servite a…

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