venerdì 07 ago 2020
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Sticchi Damiani, dinastia di amministrativisti


Sticchi Damiani, dinastia di amministrativisti


di giuseppe salemme

Quando l’amministrativista Ernesto Sticchi Damiani fondò il suo studio legale nel 1966 a Lecce, si può dire che il diritto amministrativo ancora non esistesse, almeno per come lo intendiamo oggi: i Tar, infatti, furono istituiti solo cinque anni dopo, nel 1971. Lo studio fu quindi tra i primi studi amministrativisti d’Italia, e ancora oggi continua ad operare sotto la guida del suo fondatore e dei due figli Saverio (dal 2015, tra l’altro, patron del club salentino di Serie A) e Andrea (nella foto), al comando di una delle practice energy più importanti del Paese in termini di volume d’affari, soprattutto per quanto riguarda il contenzioso. Ed è proprio da quest’ultimo che MAG ha voluto farsi raccontare lo studio Sticchi Damiani oggi e il suo approccio alla professione, tra tradizione e innovazione.

Siete uno studio con una tradizione importante…
Sì. Mio padre è uno dei pionieri del diritto amministrativo italiano: oltre a cominciare a occuparsi della materia ben prima che il diritto amministrativo italiano assumesse le fattezze che ha oggi, ha anche fondato la facoltà di giurisprudenza a Lecce, dove è stato professore. Credo quindi che possiamo essere annoverati tra i primi dieci studi amministrativisti d’Italia, e sicuramente tra le eccellenze pugliesi in questo campo.

Quali sono stati gli snodi fondamentali di questa storia?
Mio padre lo fondò da solo, inizialmente coadiuvato solo da un segretario. Ma l’ascesa fu rapida: dopo i primi dieci anni di vita aveva già circa trenta collaboratori, che è un numero più o meno equivalente a quello che abbiamo anche ora. Io e mio fratello, poi, abbiamo apportato nello studio le nostre rispettive specializzazioni: lui si occupa soprattutto di appalti e interdittive, io di energy, ambiente e urbanistico. Poi è chiaro che ci occupiamo di amministrativo in senso lato, ma questi sono i settori in cui credo che il mercato ci riconosca delle competenze particolari.

Cosa ha comportato il vostro ingresso nello studio?
Innanzitutto una diramazione geografica diversa. Lo studio era uno studio pugliese fino all’inizio degli anni ’90; poi ha aperto una sede romana intorno al 1995. E poi, con l’ingresso mio e di mio fratello, abbiamo aperto altre due sedi, a Milano e Bari, e rafforzato quella di Roma. Dal punto di vista organizzativo e gestionale, invece, operiamo all’insegna dell’autonomia: ognuno di noi tre dirige un dipartimento indipendente, anche dal punto di vista fiscale. Un po’ come se ci fossero tre “studi nello studio”.

Come mai questa scelta?
Ognuno di noi ha…

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