Solving al fianco di un calciatore nella vertenza contro società sportiva
Maddalena Boffoli (partner) e Claudio Rizzo (counsel) hanno assistito con successo un calciatore professionista in una vertenza arbitrale nei confronti di una società calcistica, relativa ad un contratto di prestazione sportiva sottoscritto dalle parti sul modulo federale, ma mai successivamente depositato presso la Federazione.
Al centro della controversia vi era, in particolare, il rapporto tra la sottoscrizione del contratto individuale, il successivo procedimento di deposito e approvazione federale e l’efficacia della clausola compromissoria contenuta nel contratto stesso.
Secondo il Collegio Arbitrale, la sottoscrizione rende vincolanti tra le parti le clausole del contratto tipo, compresa la clausola compromissoria, mentre il deposito costituisce un adempimento successivo previsto dall’ordinamento federale e non un requisito costitutivo della validità del contratto o della devoluzione della controversia agli arbitri.
La decisione ha inoltre riconosciuto che il mancato completamento dell’iter federale, non imputabile al calciatore, dà diritto all’equo indennizzo previsto dall’Accordo Collettivo.
Per l’avvocata Maddalena Boffoli la pronuncia rappresenta un importante esito nell’attività di tutela contrattuale degli atleti professionisti e affronta una questione di rilievo nei rapporti tra autonomia contrattuale, normativa federale e arbitrato sportivo.
La decisione offre, in particolare, un significativo chiarimento interpretativo su un punto delicato della disciplina del lavoro sportivo: l’omesso deposito federale non consente, di per sé, di considerare inesistente il rapporto negoziale precedentemente formatosi né di privare di efficacia la clausola compromissoria accettata con la sottoscrizione; al contrario, proprio il mancato perfezionamento dell’iter federale per fatto non imputabile al calciatore può determinare l’accesso alla tutela indennitaria prevista dall’Accordo Collettivo.