Simmons premia le startup contro il climate change: cos’è Greentech Fund

100mila sterline di consulenza legale. È questa la posta in palio della seconda edizione di GreenTech Fund, l’iniziativa internazionale dello studio Simmons & Simmons diretta a alle startup attive nei settori “greentech” o “cleantech“: ovvero a quelle società che hanno come propria missione la mitigazione o l’inversione degli effetti dell’attività umana sull’ambiente e adottino tecnologie innovative per raggiungere tali scopi.

Lanciata in concomitanza con la COP27, la seconda edizione dell’evento è attualmente in fase uno, quella delle application, che potranno essere inviate fino al 15 gennaio 2023. Per chiarire a che tipo di società è rivolta l’iniziativa, Legalcommunity ha fatto quattro chiacchiere con Edoardo Tedeschi, partner e head of Digital Business and TMT dello studio in Italia e che fa parte del panel internazionale di soci che avrà il compito di selezionare i quattro progetti più meritevoli: “Oltre al ‘purpose’ della startup, che deve essere collegato alla mitigazione del rischio climatico, ci sono altri due fattori di cui teniamo conto nella selezione. Innanzitutto, deve trattarsi di startup già accettate in un programma di accelerazione o incubazione; in alternativa, segnalate da VC o PE ovvero che abbiano già raccolto qualche forma di finanziamento (serie A o inferiori)”. Insomma, progetti già concreti, avviati e riconosciuti, ma non ancora in fasi avanzate.

Il processo selettivo, spiega Tedeschi, si divide in tre fasi. Dopo l’application (consistente in un breve video esplicativo più un “investor deck” su un orizzonte di 12-24 mesi) ed una prima scrematura, si passerà a una sessione di “speed dating” online, in cui gli startupper presenteranno il progetto e risponderanno alle domande del panel di Simmons. Infine, i dieci progetti ritenuti più meritevoli saranno invitati a presentare il loro progetto a Londra (o, in alternativa, online), dove il panel giudicante avrà poi il compito di annunciare i quattro vincitori.

Nella prima edizione, le quattro startup vincitrici (le britanniche Solar for schools e Rebalance earth, la francese Hydragonix e la franco-svedese Fairbrics) si sono divise il premio di 100mila sterline in consulenza legale, utilizzabile in uno qualsiasi degli uffici Simmons del mondo.
Ma cosa significa questo in concreto? Cosa permette di fare, e quali obiettivi consente di raggiungere disporre di 25mila sterline di consulenza legale ciascuna? “A rendersi fully compliant e più appetibili per i finanziatori” sintetizza Tedeschi. L’avvocato fa qualche esempio pratico: “L’attenzione regolatoria è la prima cosa, se richiesta dal business di riferimento. Poi, a seconda delle caratteristiche della startup, c’è tutto il lato know-how e IP che deve essere valutato per rendere il progetto sempre più stabile e bancabile. In più, con un ausilio di uno studio legale è possibile organizzare un business plan in maniera più adeguata alle esigenze di un investitore: in questi casi si tratta anche di un’opera di educazione alla presentazione del proprio business case”.
Tedeschi si sofferma quindi sull’edizione passata: “Tra i progetti premiati lo scorso anno, uno è tuttora con noi e sta avendo un grande successo” racconta. E aggiunge: “Per quest’anno, in più, siamo in contatto con diversi incubatori di startup in giro per l’Europa (ad esempio Startupbootcamp, La carica delle 101, Digital Magics, Le Village di Crédit Agricole) che saranno auspicabilmente i primi interessati a presentare il nostro progetto Greentech Fund alle loro start up”.

Tedeschi spiega infine l’importanza, per uno studio come Simmons & Simmons, di investire in iniziative di questo tipo: “È ormai parte della nostra Esg strategy: dobbiamo lavorare per qualificarci come ‘Esg champion’, anche perché sempre più i grandi gruppi richiedono che i loro fornitori, consulenti compresi, diano prova di uno score Esg di un certo livello affinché possano lavorare con loro. E a mio parere è più che corretto”.

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