Sciolta l’alleanza tra Chiomenti, Gide, Cuatrecasas e Gleiss Lutz
Si parla già di fine dei network preferenziali. Al momento, l’unica certezza (sebbene non ufficiale) è la conclusione dell’alleanza a quattro che negli ultimi quattordici anni ha unito gli studi Chiomenti, Cuatrecasas Gonçalves Pereira, Gide Loyrette Nouel e Gleiss Lutz.
Il modello dei network preferenziali – rigorosamente non esclusivi – si basa su accordi di collaborazione tra studi che, pur non vincolando formalmente i professionisti coinvolti, favoriscono la creazione di consuetudini di lavoro e rapporti continuativi. Questi network aggregano organizzazioni con posizionamento e dimensioni simili nei rispettivi mercati di origine, generando benefici sia in termini di crescita culturale sia di sviluppo di opportunità di business.
In un periodo caratterizzato da mega-merger transatlantici e dalla ricerca di un vero global reach da parte di molti studi appartenenti all’universo della cosiddetta Big Law, la decisione di chiudere una collaborazione tra grandi studi indipendenti europei può sembrare controintuitiva.
In realtà, così non è. Una possibile interpretazione, confermata da più fonti contattate da Legalcommunity.it, è che la funzione di questo tipo di struttura abbia ormai esaurito la sua utilità per i partecipanti. Il network, in questi anni, ha svolto un ruolo importante: favorendo la contaminazione culturale, lo scambio di esperienze, il lavoro comune su alcuni deal (leggi) e progetti strutturati come il regulatory hub di Francoforte (leggi qui). L’unico passo successivo per far salire di livello l’esperienza sarebbe stata un’integrazione più formale, ma questo non rientrava nei piani dei quattro studi.
Così, Chiomenti, Gide, Cuatrecasas e Gleiss Lutz hanno deciso di chiudere questo capitolo della loro storia, mantenendo però i rapporti costruiti negli anni.
Oggi il focus è sull’indipendenza e sul valore che essa può assumere, anche come alternativa all’offerta dei grandi studi globali, con uffici in tutto il mondo. La possibilità di assistere i clienti scegliendo, di volta in volta, le competenze più adatte e le partnership estere più efficaci, diventa un’alternativa al pacchetto “all inclusive” delle powerhouse inglesi o americane, capace di convincere la clientela più esigente.
Questo approccio appare ancora più sensato quando uno studio ha consolidato il proprio posizionamento nazionale e punta a capitalizzare ulteriormente il risultato, aumentando la propria elegibilità presso i clienti e gli studi internazionali (sprovvisti di una presenza diretta) pronti a distribuire mandati e referrals nelle operazioni cross-border.
Nel caso di Chiomenti, il 2025 si è chiuso con una crescita significativa: nel corporate M&A, secondo i dati di Mergermarket, lo studio ha gestito 107 operazioni per un valore complessivo di 38,6 miliardi di dollari. In Spagna, Cuatrecasas si è confermato al primo posto per volume di operazioni, 218, per un valore di 19,6 miliardi. In Germania, Gleiss Lutz ha mantenuto la top 10 con 40 deal per 28 miliardi di dollari, mentre in Francia Gide ha realizzato 50 operazioni per 15 miliardi.
In sostanza, i network preferenziali, nell’attuale contesto di mercato, rischiano di diventare una via di mezzo di limitata utilità. La risposta ai super-colossi globali e alle (inevitabili) rigidità della loro infrastruttura transnazionale è rappresentata dalla massima libertà e indipendenza da parte di quegli operatori che, almeno per il momento, non intendono partecipare al grande ballo dei matrimoni tra studi e non vogliono perdere presa e slancio competitivo nel mercato continentale.



