Il primo è un certa defaillance d’origine, cioè ritenere, come espressamente proclamato, che tale legislazione potesse di per sé costituire una vera, e soprattutto organica, “riforma” della pubblica amministrazione.
Il secondo consiste nelle difficoltà di realizzazione incontrate nella stessa, derivanti direttamente o indirettamente dalle norme contenute nelle leggi finanziarie degli ultimi anni che hanno di fatto frustrato ogni ansia di rinnovazione e che sono tutte presenti nell’Accordo stilato dal nuovo Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, le Regioni, le Province, i Comuni e le Organizzazioni Sindacali del 4 maggio 2012.
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