Osborne Clarke: 956 deal nel 2025, focus su AI e rinnovabili
Osborne Clarke ha pubblicato l’International Corporate Deals Report, che analizza i deal internazionali seguiti dallo studio nel 2025 e identifica le principali tendenze per il 2026. Il dealmaking internazionale ha registrato una forte ripresa dopo un primo trimestre improntato alla cautela, con un aumento del valore delle operazioni di M&A a livello globale a fronte di una diminuzione dei volumi, indicando uno spostamento verso operazioni di maggiore valore.
Settori in crescita e trend 2026
Tra le aree di crescita nel 2025 il report identifica le operazioni transfrontaliere, incluse quelle con investitori e acquirenti statunitensi, e le operazioni nei settori Energia e Transizione Energetica, Life Sciences e Healthcare e Tech, Media & Comms. Una tendenza che prevedibilmente continuerà nel 2026.
Nel settore Tech, Media e Comunicazione continuerà l’interesse per chip e infrastrutture legate all’AI, ma con potenziali correzioni di mercato che creeranno opportunità di acquisizioni. Quadri normativi più chiari sull’intelligenza artificiale e la sicurezza informatica saranno cruciali per strutturare le operazioni in ambito tech.
Nel settore Life Sciences e Healthcare, l’IA continuerà a trainare l’attività di dealmaking, con una crescente attenzione alla provenienza dei dati, alla validazione dei bias e alla conformità normativa. Le pressioni per gli exit spingeranno verso cessioni tra fondi di private equity, scorpori aziendali e operazioni di consolidamento in settori come studi medici, distribuzione farmaceutica e assistenza sanitaria digitale.
Nel settore Energy and Energy Transition è attesa un’accelerazione della convergenza tra energia, tecnologia e infrastrutture, con investimenti in energie rinnovabili, sistemi di accumulo, smart grid e soluzioni di gestione energetica basate sull’intelligenza artificiale.
Dinamiche geografiche
Gli investimenti transfrontalieri offrono un elevato potenziale di crescita, vantaggi in termini di diversificazione e accesso a talenti e innovazione su scala globale. Le operazioni transfrontaliere dovranno però confrontarsi con requisiti normativi sempre più complessi, rendendo essenziali una pianificazione anticipata e un’esecuzione coordinata. Le aziende continueranno a rafforzare la resilienza delle proprie catene di approvvigionamento attraverso strategie di near-shoring, on-shoring e dual sourcing, per mitigare i rischi geopolitici e commerciali.
A livello geografico, gli Stati Uniti, soprattutto nei settori della tecnologia e del life sciences, hanno dominato sia come acquirenti che come target. L’Europa ha guardato all’estero per la crescita e la diversificazione, in risposta alle incertezze a livello regionale, qualificandosi quale importante hub sia per operazioni in entrata sia in uscita, con Regno Unito, Germania e Francia tra i principali protagonisti. Gli acquirenti europei hanno investito in Nord America, in termini di valore, significativamente più di quanto non abbiano fatto gli acquirenti nordamericani in Europa, sebbene questi ultimi concludano un numero maggiore di operazioni nel continente europeo.
Cina, Hong Kong e Singapore sono i principali hub di investimento dell’area Asia-Pacifico, mentre l’India sta emergendo come attore di rilievo nei settori della tecnologia, delle telecomunicazioni e dei servizi.
Finanziamenti e private equity
Le condizioni di finanziamento hanno registrato un’evoluzione, con un maggiore ricorso al private credit e una ripresa dei mercati dei capitali, segnata dalla riapertura delle finestre per le IPO e da un aumento delle quotazioni transfrontaliere, trainate soprattutto dalle prospettive di crescita legate all’intelligenza artificiale. Il private equity è leader nelle operazioni transfrontaliere complesse, supportato da un’ampia disponibilità di capitale, finanziamenti accessibili, in particolare tramite credito privato, e mercati secondari attivi.
Giuliano Lanzavecchia, Head of Corporate in Italia di Osborne Clarke, ha commentato: «956 operazioni in un solo anno: è questo il segno più concreto della crescita di Osborne Clarke come studio di riferimento per il dealmaking internazionale. Di queste, 277 cross-border e 61 con più di tre giurisdizioni, numeri che raccontano la nostra capacità di muoverci dove le operazioni sono più complesse. Anche in Italia il 2025 è stato un anno straordinario: dall’economia spaziale con D-Orbit, 110 milioni di euro di investimento in un campione italiano dell’industria spaziale, fino alla veterinaria, alla logistica e alle utility, senza dimenticare l’anno d’oro del venture capital, abbiamo accompagnato i nostri clienti nelle sfide più ambiziose».