AI: la mossa di LCA per governare il futuro
Il progetto Prompt Lawyer di cui parliamo nella prima notizia della nostra newsletter e che vede protagonista lo studio LCA non è semplicemente un’iniziativa sull’intelligenza artificiale. È, più profondamente, una fotografia nitida di come sta cambiando la struttura organizzativa e culturale della professione forense.
Qui l’AI non entra come strumento calato dall’alto, né come risposta difensiva a una moda tecnologica. Entra come fattore di riorganizzazione del lavoro, governato dall’interno e, soprattutto, dai professionisti più giovani. È questo il primo elemento di discontinuità: il ricorso al reverse mentoring. Non sono i partner a “insegnare” la tecnologia, ma sono associate e praticanti – giuristi a tutti gli effetti – a progettare i flussi di lavoro, a testare soluzioni, a tradurre l’innovazione in processi concreti, al fianco di colleghi più senior.
I Prompt Lawyer di LCA non sono power user. Sono progettisti di metodo. Il loro compito non è usare l’AI, ma decidere come l’AI deve essere usata nello studio: nella ricerca giuridica, nell’analisi documentale, nell’organizzazione operativa. È una differenza cruciale, perché sposta il tema dall’efficienza individuale alla qualità sistemica del servizio.
C’è poi un secondo aspetto rilevante: la governance dell’innovazione. LCA lavora su workflow proprietari, su strumenti sviluppati internamente come Aiseek ed E-Bibles, e su una diffusione capillare delle competenze. L’adozione dell’AI non è lasciata alla discrezione del singolo, ma è incardinata negli standard professionali e nell’identità dello studio. È un modello che riduce i rischi e aumenta la coerenza.
L’obiettivo dichiarato – arrivare entro il 2026 con il 70% dei professionisti autonomi nell’uso dell’AI – dice molto anche in termini di realismo strategico. Non una rivoluzione istantanea, ma una trasformazione progressiva, misurabile, integrata.
Infine, il messaggio forse più interessante: per LCA l’intelligenza artificiale è un addendo dell’intelligenza legale, non un suo sostituto.
La prospettiva che si apre è chiara: uno studio legale in cui l’AI sarà strutturale. Non un tema tecnologico, ma un nuovo modo di pensare, decidere e lavorare da giuristi. E forse è proprio questa la prospettiva più avanzata aperta dal progetto Prompt Lawyer.