Avvocati in transito: in un anno spostati 115 milioni di euro
Rimane alto il ritmo con cui i partner delle principali insegne legali d’affari attive in Italia si muovono da studio a studio alimentando il cosiddetto valzer dei cambi di poltrona. Il 2025 si è chiuso con cifre sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Stando all’osservatorio di MAG e Legalcommunity, i lateral hire dell’ultimo anno sono stati 170 (erano stati 165 nel 2024) per un valore complessivo di fatturato “spostato” stimabile intorno ai 115 milioni di euro (erano stati 112 l’anno prima).
L’analisi delle principali operazioni monitorate da Legalcommunity restituisce l’immagine di un settore in trasformazione, segnato da una competizione accesa tra grandi law firm internazionali, studi full service italiani e realtà boutique. I movimenti hanno interessato in modo trasversale practice tradizionali e settori emergenti, con un’attenzione crescente alla redditività dei professionisti e al posizionamento strategico delle piattaforme.
I settori su cui gli studi hanno investito di più
L’osservatorio evidenzia come il corporate m&a resti la practice più strategica, con il 23,5% dei movimenti di soci e professionisti, seguito dal tax (12,3%) e dal litigation/arbitration (11,2%). Il banking & finance e il labour rappresentano ciascuno circa il 10%, mentre l’energy copre il 5,9% delle operazioni. Segue il restructuring con il 5,3%, e le aree di diritto amministrativo e competition/antitrust con il 4% ciascuna.
L’analisi conferma una attenzione da parte degli studi verso le competenze in ambito M&A, vede un ritorno dell’attenzione al tax in probabile chiave anticiclica come, del resto, lasciano pensare le numerose operazioni che hanno riguardato specialisti in ambito restructuring, labour, e antitrust.
Gli studi che hanno acquisito il maggior numero di soci
Tra i protagonisti assoluti del 2025 spicca Bip Law & Tax, che si è contraddistinto come uno degli operatori più attivi sul fronte del recruiting. Sono 17 i lateral hire conclusi dall’organizzazione guidata dall’avvocata Stefania Radoccia e collegata alla società di consulenza Bip. Lo studio, in fase di start up, ha già investito su numerose aree – dall’energy al labour, dal tax al competition antitrust – attraverso una lunga serie di ingressi provenienti, tra gli altri, da EY SLT, Lexia e Wi Legal, costruendo un modello multidisciplinare fondato su volumi e integrazione con la consulenza. L’attivismo di Bip Law & Tax dovrebbe continuare anche nel 2026. Legalcommunity e MAG (si veda la rubrica Agorà in questo numero) hanno già anticipato l’imminente integrazione della tax boutique Plusiders che dovrebbe, tra l’altro, avviare il progetto di espansione dello studio anche nella Capitale.
Molto significativa anche la campagna acquisti proseguita da Hogan Lovells sotto la guida del managing partner Patrizio Messina e legata al ruolo centrale che l’Italia ha nei progetti di crescita della law firm (che è al lavoro sulla integrazione con gli americani di Cadwalader) in Europa e in particolare nell’area Fris (Francia, Italia, Spagna). Messina ha portato a bordo un intero nucleo di soci da White & Case, tra i quali spiccano i nomi di Ferigo Foscari e Iacopo Canino, è ha messo a segno anche un importante operazione sul fronte competition antitruist prendendo Domenico Gullo da Dla Piper.
Tra i grandi italiani sono stati Gatti Pavesi Bianchi Ludovici (Gpbl), Gianni & Origoni (Gop), BonelliErede e Chiomenti gli studi che si sono mossi di più. In particolare, Gpbl ha concluso sette lateral hire intercettando un gruppo di quattro soci ex BonelliErede (tra cui l’m&a lawyer Nanni Costa e il litigator Renato Bocca) oltre all’ex Giliberti Triscornia, Stefano Alberto Villata e alla specialista IP Anna Gardini approdata in studio da Chiomenti.
Decisamente attivo anche Gop che ha preso quattro nuovi soci. Va però evidenziato che due di questi, vale a dire Norman Pepe e Ciro Pellegrino, sono passati allo studio fondato da Francesco Gianni e guidato dai co-managing partner Giuseppe De Simone e Giuseppe Velluto, con i loro studi iLS e Studio Ciro Pellegrino.
L’attivismo di Chiomenti, invece, si è indirizzato verso l’ulteriore rafforzamento dell’area finance con l’innesto di un team ex Simmons & Simmons guidato dai soci Davide D’Affronto e Nicholas Lasagna con cui lo studio ha rafforzato ulteriormente il presidio del debt finance e del private capital. Sempre in linea di continuità con operazioni realizzate negli anni precedenti (in particolare sul versante energia e infrastrutture) lo studio guidato da Filippo Modulo e Gregorio Consoli ha preso in squadra anche l’amministrativista Pina Lombardi, ex L&B Partners.
Dicevamo anche di BonelliErede. Lo studio ha (ri)aperto le porte ai partner Andrea Novarese e Maria Cristina Storchi che con Francesco Pirisi sono tornati in squadra nell’associazione professionale guidata da Eliana Catalano e Massimiliano Danusso andando a consolidare il presidio dell’area corporate finance. Lo studio ha investito in maniera significativa anche sul fronte contenzioso e arbitrati. Qui, in particolare, è entrato il partner ex Cleary Gottlieb, Ferdinando Emanuele e successivamente è arrivato anche l’of counsel Enrico Castellani, storico socio di Freshfields.
Nuove insegne e grandi movimenti
Oltre a quelli citati, il 2025 ha registrato numerosi altri “grandi movimenti”. Da segnalare, senza dubbio, c’è il passaggio del fiscalista Giulio Andreani da Pwc Tls a Gianni & Origoni. Così come, di assoluto rilievo è stato il passaggio di Antonio (Nino) Lombardo da Dla Piper a Cappelli Riolo Calderaro Crisostomo Del Din (Crccd). Le nuove super boutique, da questo punto di vista, si sono dimostrate soggetti particolarmente attivi ma anche capaci di aggregare professionalità di rilievo. Si pensi a Fivers, che ha portato in squadra Giorgio Fantacchiotti (ex Linklaters) e Silvia Romanelli (ex BonelliErede) dando un forte impulso alla crescita e allo sviluppo della practice corporate m&a.
Un forte boost agli spostamenti dell’ultimo anno è arrivato, poi, dall’avvio di una serie di nuovi progetti professionali. Iniziative sia di matrice internazionale, sia di origine locale. La più rilevante, tra le prime, è stata l’avvio di un presidio italiano da parte della law firm americana Ropes & Gray che ha puntato su un trio di ex Latham & Watkins: Cataldo Piccarreta, Giorgia Lugli e Luca Maranetto a cui, in questo inizio anno si è unito anche il partner (ex PedersoliGattai) Alessandro Capogrosso. Tra le iniziative italiane, invece, va ricordato l’avvio del progetto Solving, nuova iniziativa che vede tra i suoi ispiratori il leggendario avvocato d’affari Vittorio Grimaldi e ha per protagonista un gruppo di soci ex GA.
Il fattore di genere: solo il 26% dei lateral è donna
Dal punto di vista del genere, il 2025 mostra ancora una prevalenza netta di soci uomini tra i nuovi ingressi, che rappresentano circa i tre quarti delle operazioni. Tuttavia, la presenza femminile risulta significativa (26%) e in crescita in alcune practice specifiche, come labour, IP, amministrativo e corporate finance.
Tra i lateral di socie, vanno ricordati quello di Emanuela Da Rin passata da BonelliErede a Herbert Smith Freehills Kramer, ovvero il passaggio di Federica Santonocito (assieme al professor Mario Franzosi, entrato come of counsel) in Morri Rossetti & Franzosi, così come l’arrivo di Francesca Gesualdi in Clifford Chance.
Uno sguardo d’insieme
Nel complesso, il 2025 si è rivelato un anno di profonda ridefinizione degli assetti tra i soci degli studi legali. Le operazioni non si sono limitate a singoli ingressi, ma hanno spesso assunto la forma di veri e propri “pacchetti” di professionisti, segno di una competizione sempre più strutturata e industriale. Un trend che, secondo molti operatori, è destinato a proseguire anche nel 2026, con effetti rilevanti sugli equilibri del mercato.
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