Nasce Extradition Hub, la piattaforma dedicata all’estradizione e al mandato di arresto europeo

Guido Stampanoni Bassi, partner di Pistochini Avvocati, penalista del foro di Milano e direttore della rivista Giurisprudenza Penale, ha lanciato Extradition Hub, una nuova piattaforma digitale dedicata all’estradizione e al mandato di arresto europeo (MAE), accessibile all’indirizzo www.extraditionhub.com.

Il progetto nasce per rispondere a un’esigenza degli operatori del diritto che si trovano a gestire procedimenti penali con una dimensione transnazionale: orientarsi tra fonti eterogenee e spesso difficilmente accessibili, dalla giurisprudenza dei giudici nazionali alle pronunce della Corte di giustizia dell’Unione Europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, fino alle convenzioni internazionali e alle normative dei singoli Stati.

Una banca dati e un network internazionale

Extradition Hub si sviluppa attorno a due anime complementari. Da un lato, funziona come banca dati giurisprudenziale: la piattaforma raccoglie e organizza le decisioni nazionali in materia di estradizione e MAE, consentendo ricerche incrociate per Stato richiesto e Stato richiedente. Dall’altro, si propone come network internazionale di professionisti attivi in diversi ordinamenti, chiamati a contribuire con segnalazioni di casi e con guide pratiche sui rispettivi sistemi nazionali.

L’obiettivo dichiarato è diventare un punto di riferimento per avvocati, accademici e operatori della cooperazione giudiziaria internazionale, costruendo nel tempo una comunità di pratica capace di alimentare la piattaforma con contenuti aggiornati e contestualizzati.

La visione del fondatore

«Nei procedimenti estradizionali ci si trova sempre a lavorare a stretto contatto con colleghi ed esperti di altri ordinamenti», spiega Stampanoni Bassi, «sia dello Stato richiedente, da interpellare per chiarimenti sulla legge applicabile o sulle condizioni carcerarie, sia dello Stato in cui la persona richiesta ha il centro dei propri interessi. Extradition Hub nasce proprio dall’esigenza di condividere giurisprudenza, prassi e informazioni operative, consentendo di orientarsi in procedure spesso molto complesse».

Il progetto si inserisce in un contesto in cui la cooperazione giudiziaria internazionale è in costante crescita, e con essa la domanda di strumenti operativi in grado di supportare professionisti che devono muoversi rapidamente tra sistemi giuridici diversi. La piattaforma è pensata come un progetto aperto, destinato ad espandersi grazie al contributo di studiosi e pratici di altri Paesi.

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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