Milano, Europa: la mossa di Becker
Milano diventa la porta d’ingresso europea di Becker, studio legale statunitense multidisciplinare con 18 uffici negli Stati Uniti e una forte specializzazione nel diritto americano e nelle relazioni governative a livello federale e statale. Con l’apertura della sede milanese, Becker inaugura ufficialmente la propria practice europea, affidando all’Italia un ruolo centrale nella strategia di crescita internazionale.
La scelta del capoluogo lombardo non è casuale. Come spiega Gabriel Monzon Cortarelli, partner responsabile dell’International practice group per l’Europa e l’America Latina e alla guida del nuovo ufficio: «Abbiamo oltre 3.500 aziende italiane operative negli Stati Uniti e Milano è il principale punto di accesso al mercato italiano per gli operatori internazionali». Qui si concentrano capitali, decision maker e sedi dei principali gruppi industriali e finanziari, rendendo la città un nodo naturale di collegamento tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti.
Cortarelli è entrato in Becker a gennaio del 2023. In precedenza, per quasi sei anni, è stato in forza a Orrick, partner del team di m&a e private equity. Ancor prima, l’avvocato a lavorato per altre law firm di matrice americana: Seyfarth Shaw e Greenberg Traurig, nelle rispettive sedi di New York.
L’ufficio di Milano non è però un semplice avamposto locale, bensì il cuore operativo della presenza europea dello studio. «Il nostro European hub è una piattaforma operativa e strategica, non un semplice ufficio locale», sottolinea Cortarelli. Da Milano vengono coordinate le attività europee di Becker, integrando competenze, relazioni, flussi di lavoro cross-border e funzioni di supporto per la futura rete di sedi satelliti nel continente. L’obiettivo è offrire un’assistenza integrata di diritto statunitense direttamente in Europa, con un modello che unisce consulenza legale e attività di lobbying, elemento distintivo del posizionamento di Becker.
Il team milanese è composto da avvocati statunitensi specializzati in operazioni transazionali e investimenti diretti esteri verso gli Stati Uniti. Una struttura snella, pensata per crescere in modo selettivo. Il sito ufficiale riporta i nomi e i profili di Cortarelli, ovviamente, e dei colleghi Valeria Angelucci, Marco Del Grosso e Victor J. Digioia.
La priorità, fin dall’inizio, è stata la qualità delle competenze e la capacità di operare in un fuso orario europeo, con una struttura dei costi più efficiente rispetto ai grandi uffici americani, mantenendo però un forte coordinamento con il network negli USA.
La roadmap europea prevede una presenza mirata in alcune giurisdizioni chiave dell’Europa continentale, sempre con Milano come baricentro. Becker privilegia un modello di sviluppo selettivo, focalizzato sulla reale integrazione dei servizi e sulla capacità di gestire progetti multi-giurisdizionali complessi, piuttosto che su una copertura geografica estesa.
Sul piano strategico, l’apertura della sede italiana arriva in un momento particolarmente significativo. «Con una nuova amministrazione negli Stati Uniti e una necessità da parte delle aziende europee ad espandersi oltreoceano, soprattutto alla luce delle recenti politiche della Casa Bianca, l’apertura dello studio Becker a Milano arriva in un momento fondamentale», ha dichiarato Cortarelli. «La nostra presenza in Italia conferma la volontà di Becker di essere un partner strategico per le imprese, gli studi legali italiani ed europei e le istituzioni UE. Milano e l’Italia rappresentano il ponte ideale tra Europa e Stati Uniti: da qui offriremo un supporto su misura a chi vuole crescere oltre confine».
Il posizionamento di Becker è chiaro: agire come ponte operativo tra Europa e Stati Uniti, supportando studi legali, aziende, associazioni e investitori nelle operazioni cross-border verso il mercato americano. Un ruolo che si fonda su tre pilastri: profonda conoscenza del diritto statunitense, comprensione delle dinamiche culturali e decisionali del mercato USA, e capacità di dialogo diretto con i livelli istituzionali federali e statali. Secondo Cortarelli, infatti, «servono reali capacità cross-border. Questo significa conoscere le regole del mercato statunitense, ma anche le dinamiche culturali, i processi decisionali e le aspettative degli stakeholder». La consulenza legale, in questo contesto, deve saper parlare il linguaggio del business, oltre a quello del diritto, accompagnando le imprese in un percorso che è al tempo stesso giuridico, strategico e relazionale.
Le potenzialità dell’asse Italia–Stati Uniti restano elevate, nonostante la complessità geopolitica. I settori food, manifattura avanzata, energia, tecnologia, difesa e investimenti continuano a rappresentare aree di forte interesse reciproco. L’Italia è percepita come un partner affidabile, con una solida competenza industriale e una notevole capacità di adattamento ai contesti internazionali.
In questo scenario si inserisce anche il mandato conferito a Becker da Confindustria Assica, associazione che rappresenta l’eccellenza italiana del settore dei salumi, fortemente orientata all’export e presente in un mercato, quello statunitense, altamente regolamentato. L’incarico testimonia la capacità dello studio di combinare servizi di lobbying e assistenza legale, supportando sia l’associazione sia i suoi principali associati impegnati in investimenti produttivi negli USA. Un esempio del posizionamento di Becker nei contesti in cui regolamentazione, geopolitica e business si intrecciano in modo sempre più stretto.
Il modello scelto dallo studio americano si differenzia anche da quello di altre law firm statunitensi presenti in Italia, spesso orientate alla pratica del diritto italiano e in diretta competizione con gli studi locali. Becker, invece, rimane focalizzata sul diritto statunitense, mettendo questa competenza a disposizione del mercato europeo senza sovrapporsi agli operatori nazionali, ma anzi rafforzando le collaborazioni con gli studi legali indipendenti.
Guardando al futuro, la roadmap 2026 punta a consolidare ulteriormente il ruolo di Milano come hub europeo, ad ampliare il team con inserimenti mirati e a sviluppare le practice legate al lavoro cross-border e ai settori strategici Europa–USA. La crescita, nelle parole di Cortarelli, resterà selettiva, sostenibile e fortemente orientata alla qualità del servizio e delle relazioni.
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