venerdì 27 nov 2020
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Messina, il signore della finanza italiana

Messina, il signore della finanza italiana

di laura morelli

Sono manager, banchieri e investitori che agiscono nelle operazioni e modificano gli equilibri del mercato italiano. Coloro che lavorano in trincea vestendo di volta in volta i panni del consulente, del finanziatore o del protagonista dell’operazione. Financecommunity.it ha deciso di raccontare quali sono stati i 50 professionisti che, dal suo osservatorio, si sono distinti nel panorama finanziario nazionale nell’ultimo anno, descrivendone i percorsi, i risultati e le curiosità.

1 CARLO MESSINA
Il banchiere
55 anni

I dossier. È stato in prima fila in tutte le principali partite degli ultimi 18 mesi, sia come advisor, ad esempio nella battaglia per Rcs al fianco di Urbano Cairo, sia come protagonista, nel tentativo, poi abbandonato, di conquista di Generali. Con Intesa si è fatto anche cavaliere bianco di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, acquistate per 1 euro. A fine anno scorso, poi, ha conquistato un vero gioiellino: Banca dei Tabaccai.
Il percorso.  Romano, è consigliere delegato e chief executive officer di Intesa Sanpaolo da settembre 2013. La sua carriera inizia nel 1987 in Bnl ma la scalata ai vertici prende il via nel 1995, quando approda nell’Ambroveneto guidato da Giovanni Bazoli, suo grande sostenitore, per poi proseguire con passaggi in gruppi quali Cariplo, Comit e infine Imi-Sanpaolo.
Segni particolari. Di lui dicono essere un vero tecnico: l’ex premier Matteo Renzi l’aveva definito il miglior banchiere italiano. In passato è stato anche docente di Economia degli Intermediari Finanziari nell’Mba della Luiss e di Finanza Aziendale all’Università di Ancona. Il primo giugno 2017 è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

2 JEAN PIERRE MUSTIER
Il comandante
56 anni

Attualità. Amministratore delegato di Unicredit da luglio 2016. Banker a tutto tondo, ha esperienze nel private debt nel fondo Tikehau Capital e nel corporate e investment banking nella stessa banca di Piazza Gae Aulenti. Appena arrivato ha cambiato quasi tutti i manager e ora ha sfidato la vecchia guardia annunciando di voler anticipare a quest’anno il rinnovo del consiglio di amministrazione previsto per il 2018. 
Tredici miliardi. Il suo compito era mettere in sicurezza la banca ed è quello che ha fatto. In 60 giorni ha fatto una volta e mezza il giro del mondo per incontrare 750 investitori in 26 diverse città e alla fine è riuscito a portare a casa un aumento di capitale da 13 miliardi, il più grande della storia di Piazza Affari. Ha anche venduto 17,7 miliardi di crediti deteriorati e una serie di partecipazioni in controllate.
Segni particolari.  Ex militare, è appassionato di rugby e caccia. È un uomo da tutti descritto come pragmatico e risoluto. Ogni tanto ama bere Champagne Rosé Billecart Salmon in compagnia di Louise Tingstrom, la sua comunicatrice di fiducia, con la quale ha stabilito che per un po’, solo lui e il direttore generale Gianni Franco Papa potranno rilasciare dichiarazioni o interviste.

3 ALESSANDRO PROFUMO
Il politico
60 anni

Attualità. Nato a Genova ma cresciuto a Palermo, è stato amministratore delegato di Unicredit fin dalla nascita della banca nel 1998 e presidente di Monte dei Paschi al 2012 al 2015. Grazie alle sue forti relazioni soprattutto politiche e nonostante alcune vicissitudini, Profumo è ancora oggi una delle personalità più richieste del panorama finanziario, al punto che il Tesoro l’ha voluto alla guida di una società in tutt’altro settore, la vecchia Finmeccanica, oggi Leonardo.
In Equita. Oltre alla nomina in Leonardo, nell’ultimo anno e mezzo si è distinto per aver portato la sua Equita sim, di cui era presidente e socio, tra le società di consulenza attive nei deal che contano, come ad esempio la scalata su Rcs a opera di Urbano Cairo, che ha seguito in prima persona.
Segni particolari. È noto per il suo carattere “poco accomodante”, come ha ammesso lui stesso in un’intervista. È anche tifoso interista dai tempi in cui al club nerazzurro c’era Herrera, nonché frequentatore di feste e cocktails dei più noti studi legali.

4  GAETANO MICCICHÈ
Il regista
67 anni

Attualità. Da marzo 2016 è presidente di Banca Imi, il braccio corporate finance di Intesa Sanpaolo. Fa parte del gruppo dal 2002 quando ancora si chiamava Banca Intesa. Da almeno tre anni i rumors lo indicano in pole per un ruolo di rilievo in Cassa Depositi e Prestiti.
Strategico. Nella tornata di cambi di poltrona dello scorso anno lo avevano dato per spacciato, invece è riuscito a imporsi come figura chiave. Non c’è dossier che non passi da lui: è stato il regista al fianco di Cairo, con cui si frequenta spesso, nella scalata a Rcs, il mediatore, lato Mediaset, nel contenzioso con Vivendi e l’advisor del dossier Alitalia.
Segni particolari. I suoi punti di forza sono la conoscenza dei mercati finanziari e delle dinamiche bancarie, l’esperienza nel mondo imprenditoriale e un nutrito network di relazioni. Il Pd lo voleva reclutare per candidarsi come presidente della Regione Sicilia, ma la politica, ha detto, non gli interessa.

5  FABRIZIO VIOLA  
Il risolutore
59 anni    

Attualità. È l’uomo delle banche in difficoltà. Nel 2012 in molti, fra cui il numero uno della fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, l’hanno voluto in Mps nell’era post Mussari. C’è rimasto per quattro anni e mezzo fino a settembre 2016, uscendo a testa alta. In precedenza è stato anche ai vertici di Banca Popolare di Milano, tra il 1995 e il 2008.
Sulle venete. «La mia prossima avventura professionale? Certo non un’altra banca da ristrutturare», aveva detto dopo l’uscita da Mps. Non è stato così, perché a dicembre dell’anno scorso è stato chiamato a gestire l’altrettanto complicato dossier di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Dopo il passaggio a Intesa, Viola oggi è commissario liquidatore per le due banche e gestisce gli asset da 1,5 miliardi di euro confluiti nella bad bank.
Segni particolari. Le prime linee che hanno lavorato con lui lo definiscono molto attento anche agli aspetti umani oltre a quelli professionali. Tifoso milanista, quando era in Bpm ha anche gestito il patrimonio personale del giocatore rossonero Kakà.  

6…

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