Marotta nell’omologa del concordato dell’Ospedale Israelitico
Con sentenza del 22 aprile 2026, il Tribunale Ordinario di Roma, Sezione XIV, ha omologato il concordato preventivo dell’Ospedale Israelitico, ente storico della sanità romana operante in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Il provvedimento apre la fase esecutiva del piano concordatario e riguarda la regolazione di un passivo superiore a 105 milioni di euro.
Il team legale e la struttura dell’operazione
L’operazione è stata impostata e seguita dall’avvocato Francesco Marotta, con un team composto dalle avvocate Federica Sidoti e Serena Mangiapelo, avvalendosi inoltre del costante supporto dell’avvocato Fabio Lattanzi in qualità di consulente della Comunità Ebraica. La procedura presenta profili di complessità legati alla natura dell’ente, alla prosecuzione in continuità diretta dell’attività ospedaliera, alla valorizzazione di asset immobiliari strategici e alla presenza di contenziosi di rilievo.
L’Ospedale Israelitico è guidato dal commissario straordinario, professor Antonio Leozappa, ritenuto determinante nella riorganizzazione dell’attività sanitaria e nella definizione del piano.
I dettagli del piano e il voto dei creditori
Nel provvedimento, il Tribunale ha ritenuto il piano idoneo a superare la crisi, a garantire la sostenibilità economica dell’impresa e ad assicurare ai creditori un trattamento non deteriore rispetto all’alternativa della liquidazione giudiziale. Sul fronte dell’approvazione, la proposta ha ottenuto il voto favorevole di 10 classi su 13, con un’adesione complessiva pari a circa l’80% dei crediti ammessi al voto e il consenso di 7 classi composte da creditori muniti di diritti di prelazione. Il Tribunale ha quindi ritenuto integrati i presupposti dell’art. 112, comma 2, del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).
Di particolare rilievo, nell’ambito del piano, la valorizzazione dell’immobile Caffè Greco: attraverso la locazione e il conseguente mutuo, l’asset fornirà gran parte delle risorse finanziarie necessarie all’esecuzione del concordato, consentendo al contempo la riapertura di uno dei locali storici più noti a livello internazionale.
Gli advisor finanziari e gli attestatori
Il piano concordatario è stato elaborato da EY, con il partner Stefano Vittucci e il senior manager Paolo Fileti. L’attestazione del piano è stata redatta da Eugenio D’Amico, mentre l’attestazione del degrado reca la firma di Simone Manfredi.
La transazione fiscale è stata curata da Giulio Andreani e da Erika Andreani dello studio Gianni & Origoni.
Commissari giudiziali della procedura sono stati Alessandro Musaio e Lorenzo Parroni.
Contesto normativo
Il provvedimento si inserisce nel panorama delle procedure di risanamento disciplinate dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa, coniugando la tutela dei creditori, la continuità dell’attività sanitaria e la stabilizzazione di un ente di rilevanza per la città di Roma.