Mangiare sardo a Milano: Osteria Molo 13
Milano Ovest è una zona purtroppo poco battuta dai tour più modaioli del momento, eppure madre di grandi e piccole certezze di quartiere. Fra queste, non possiamo non citare una delle trattorie di pesce più affermate, un’attività di famiglia iniziata nella Milano di quarant’anni fa, a onor del vero il primo locale sardo marinaro della città. Il Molo 13, a due passi dalla fermata De Angeli, è un ristorante elegante, tradizionale e distinto, perfetto per un festeggiamento in famiglia, per una cena più intima e romantica, o un pranzo di lavoro all’insegna del gusto. È un posto che scalda cuore e stomaco. La parola d’ordine ovviamente è il pesce, cucinato con una certa maestria attingendo dalla tradizione gastronomica marittima sarda in generale. Il menu – mastodontico – include anche molte proposte di terra, focus dalla prima attività paterna nell’isola, accontentando tutti i palati.
La materia prima, neanche a dirlo, è freschissima e di prima qualità, a partire dai crudi. Gli amanti delle ostriche si sentiranno a casa: qui, una vasta selezione dall’Irlanda, dalla Francia e dall’Italia – ci sono sia le ostriche Perlina Rosa del Delta del Po’ sia quelle provenienti dai mari di Olbia. Ottima anche la carta dei crostacei. Noi apriamo le danze con un misto di carpacci tagliati finemente – salmone, ricciola, tonno e spigola – serviti con qualche alice marinata e una manciata di “fregula fria”, ovvero fregola fritta, che accompagna il piatto insieme al pane carasau sempre in tavola. Tutto giustissimo, anche le porzioni. Le entrée cotte sono molto gustose, in particolare i guazzetti di cozze e vongole e la catalana di piovre e gamberi: saporita, colorata, intensa. Il pesce è considerato nella sua naturalezza, senza salse e orpelli inutili.
A questo punto, in base a quanto vi siete lasciati andare (o trattenuti) con gli antipasti, si apre di fronte a voi un bivio: potete avventurarvi sui primi piatti – tratti dal ricettario mamma dello chef, Pietrina Zucca – a base di pasta fresca, dai classici malloreddus e culurgiones alla sempre buona fregula con sugo di pesce e bottarga, ai più “classici” spaghetti alle vongole, ai paccheri al nero di seppia con pecorino o alle linguine ai ricci pescatori di Cabras; oppure, su consiglio del personale di sala, propendere per un pesce al forno, tenendo conto del fatto che sia il rombo che il San Pietro vi rimarranno impressi. Lasciatevi guidare dalla fame e, soprattutto, dalla gola, che in questo caso non sarà soggetta ad alcun giudizio morale. I contorni sono semplici e pensati per affiancare e valorizzare la proteina. Patate al forno e verdure grigliate.
A questo punto potremmo dirci soddisfatti, è terminata anche la nostra bottiglia di spumante Torbato della cantina Sella & Mosca – fresca e perfetta a tutto pasto -, ma uno spazietto per il dolce lo troviamo senza esitazioni, specialmente se a occuparlo è sua maestà la seada che, per chi non lo sapesse, è un capolavoro della pasticceria sarda centro-orientale, a base di semola, strutto, pecorino, miele e scorza di limone a sgrassare la dolcezza, viene fritta e servita calda.
Il Molo 13 è una garanzia di bontà in un panorama gastronomico meneghino sempre più saturo di proposte e manco di sapori genuini e autentici.