Lexant assiste Fanuc Italia nel Modello 231
Fanuc Italia ha adottato il nuovo modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, frutto di un progetto di revisione integrale realizzato con il supporto di Lexant.
La società, filiale italiana del gruppo giapponese Fanuc (tecnologie per l’automazione di fabbrica) ha completato l’aggiornamento complessivo del sistema di prevenzione dei reati con l’obiettivo di allineare il modello alle più recenti evoluzioni normative e organizzative.
Il nuovo impianto recepisce le più recenti Linee guida ANAC in materia di whistleblowing, garantendo procedure e canali di segnalazione coerenti con gli standard richiesti dal quadro regolatorio europeo e italiano.
Le sfide del progetto
Tra le principali sfide affrontate nel corso della revisione, la ridefinizione della metodologia di valutazione del rischio 231, per renderla più chiara e fruibile anche per i non specialisti e più agevole da aggiornare nel corso del tempo. Il progetto ha comportato anche l’integrazione nel sistema italiano di procedure e policy globali del gruppo Fanuc, pensate per essere applicate a livello internazionale, mantenendo al contempo un elevato livello di conformità alla normativa nazionale ed europea.
Un ulteriore obiettivo è stato quello di integrare il Modello 231 con l’architettura di compliance già esistente e con il sistema di internal audit gestito dall’headquarter, rafforzando la coerenza complessiva dei controlli e dei presidi di governance.
Il progetto, che si inserisce in una collaborazione con la società che aveva già portato al consolidamento dell’impianto privacy, è stato seguito dal team Lexant guidato da Nicola Traverso, partner, e da Federica Brochiero, senior associate. Nel corso delle attività, Lexant ha integrato in modo strutturato strumenti di intelligenza artificiale a supporto delle attività di compliance, nell’ambito di un più ampio percorso strategico dello studio nello sviluppo e applicazione di soluzioni AI per il settore legale.