mercoledì 25 nov 2020
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Leddy (Cleary Gottlieb): «Sul mercato si vince investendo sui professionisti»

Leddy (Cleary Gottlieb): «Sul mercato si vince investendo sui professionisti»

Milano, interno giorno. In uno degli alberghi più lussuosi della città, sono riuniti 80 soci di uno dei più prestigiosi studi legali mondiali: Cleary Gottlieb Steen & Hamilton. La riunione rientra nel novero dei partners meeting che la law firm organizza annualmente e che, tra le altre cose, serve a selezionare i partner futuri tra i profili più interessanti degli avvocati dello studio.?In quest’occasione, MAG ha avuto l’opportunità di incontrare Mark Leddy (nella foto) numero uno dello studio, arrivato in città per partecipare ai lavori. Leddy è un gigante del settore. Lavora nello studio dal 1986. E dal 2010 ricopre la carica di managing partner. In precedenza, l’avvocato esperto di antitrust ha trascorso 14 anni nel Dipartimento di Giustizia americano occupandosi sempre di concorrenza. ?Fisico asciutto, voce ferma e due occhi che studiano l’interlocutore tra una domanda e l’altra. Leddy entra nell’enorme sala riunioni tappezzata di velluto rosso. «Il mercato legale italiano per noi è un mercato forte», comincia, «ed è anche un mercato in fase di transizione come molti altri mercati. Le sfide in Italia sono un po’ più acute che in altri Paesi. Allo stesso tempo questo è un mercato diventato un mercato maturo dove la concorrenza è cresciuta».

Quali sono le aree in cui la concorrenza è diventata più forte?
Direi che possiamo indicare il capital markets, l’m&a e il litigation. Ma mi lasci dire: è così ovunque nel mondo. Faccio questo mestiere da quarant’anni. E da quando, nel 1986, sono passato dal Dipartimento di Giustizia alla libera professione, ho constatato che il mercato è diventato sempre più sfidante e i clienti sono diventati sempre più demanding. Ovunque.

In che modo Cleary Gottlieb affronta questo scenario e queste sfide?
Il modo in cui affrontiamo queste sfide è investendo su professionisti di alta qualità. Selezioniamo gente che vale. La formiamo nel modo migliore. E grazie al nostro sistema di lockstep, tutti hanno un forte incentivo a massimizzare gli interessi dello studio e non i loro personali.

E quindi?
E quindi noi non abbiamo competizione interna che può essere davvero distruttiva non solo per lo studio, ma per i clienti e la tutela dei loro interessi. Noi siamo incentivati ad assistere i nostri clienti con il team migliore e più adatto alle loro esigenze. E in questo modo abbiamo eliminato quelle situazioni in cui un professionista cerca di gestire il lavoro da sè avendo un incentivo economico individuale.

Questa è la ragione per cui voi siete così attenti a fare nuovi partner o a prenderli dall’esterno…
È qualcosa che è nel nostro dna. I soci che hanno fondato lo studio avevano molto chiaro questo principio. La competizione interna è negativa. E noi non ci siamo mai discostati da questo principio. Quindi, sì, ha ragione. Impieghiamo molte risorse nella selezione dei nostri partner, counsel e senior attorney.

Una cultura così forte del lockstep, però, potrebbe impedire allo studio di assumere soci di talento e con un buon business case che, magari, vorrebbero guadagnare più di certe cifre…
È un tema che abbiamo affrontato internamente. E sul quale abbiamo riflettuto, evidentemente. Tuttavia, la conclusione a cui siamo arrivati è che se una persona vuole entrare in uno studio per ricevere un “bonus” nei primi tre anni, probabilmente non ragiona in termini di lungo periodo e quindi non può essere integrato con la nostra cultura di studio. Ciò detto, negli anni abbiamo assunto vari partner, counsel e senior attorney “lateral” che condividendo i nostri valori si sono integrati con grande successo nella cultura del nostro studio.

Tornando all’Italia: sul piano strategico, quali sono i prossimi passi che lo studio pensa di muovere nel nostro Paese?
Non vedo grandi cambiamenti sul piano strategico rispetto al modo in cui ci siamo mossi finora. Credo che la formula sin qui adottata sia quella giusta. Resteremo concentrati nell’utilizzare le nostre risorse in maniera flessibile nelle “core practice areas” in funzione dell’andamento del mercato.

Pensate di fare nuovi soci? È da un paio di anni che non ne promuovete…
….

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