LC Best 50: lo speciale sui fatturati degli studi legali d’affari attivi in Italia

di nicola di molfetta

Il mercato dei servizi legali d’affari ha chiuso il 2025 registrando una nuova crescita. Le prime 50 insegne per fatturato, in base alle stime elaborate da Legalcommunity.it in occasione dello speciale LC Best 50 di MAG, hanno mosso in totale un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro (4,082, per l’esattezza). L’incremento rispetto alla performance del 2024 (a parità di perimetro del campione) è stato dell’8,9%. Un risultato che conferma la salute del settore che continua a crescere anche se il passo inizia a essere più lento: l’anno prima, l’incremento era stato dell’11,8%. Rispetto a cinque anni fa, invece, l’aumento del giro d’affari è stato del 40,1%.

Stabile, il numero di professionisti (avvocati, commercialisti, e in alcuni casi consulenti del lavoro) e praticanti “impiegati” nelle strutture entrate a far parte della LC Best 50 del 2025: ne abbiamo censiti circa 12mila come l’anno prima.
Il fatturato medio per persona è risultato pari a 355mila euro, in crescita (+13,8%) rispetto al 2024, e superiore al dato registrato nel 2021 (332mila euro, fino a ora, massimo storico). In aumento anche il fatturato medio per socio (s’è tenuto conto dei partner equity e non) che è risultato pari a 2,1 milioni di euro (+16,7%).

CRESCE IL “CLUB 200”

Nell’edizione 2021 di questa nostra fotografia del mercato dei servizi legali d’affari, BonelliErede era risultato l’unico studio con un giro d’affari superiore ai 200 milioni di euro, in Italia. Quest’anno, invece, il “club 200” è arrivato a contare sette iscritti, con un dato che spicca. A far crescere il numero degli appartenenti a questa élite locale, sono due insegne nazionali: Legance e Gianni Origoni. Questi studi, legati nella loro storia essendo l’uno nato da una costola dell’altro, fanno raddoppiare il numero degli indipendenti italiani in questo sotto elenco, visto che fino al 2024 i soli ad avere un giro d’affari oltre quota 200 milioni erano BonelliErede e Chiomenti. Le altre tre insegne sono parte dei network della consulenza, le cosiddette Big Four,con l’aggregato Deloitte (Sts+Legal) che si è confermato al primo posto superando abbondantemente il muro dei 300 milioni.

Le prime 10 posizioni nella LC Best 50 del 2026

IL PODIO

Tornando all’Italia, la prima novità dell’anno riguarda il podio, sul quale torna a salire un’insegna indipendente, Chiomenti, che si piazza al terzo posto con fatturato stimato di circa 264 milioni.  Lo studio guidato da Gregorio Consoli e Filippo Modulo ha centrato una crescita del 20% nel corso dell’anno con una squadra che nel complesso ha mantenuto stabile il numero dei soci (65, come nel 2024, al netto di un turnover che ha visto il lateral hire di 3 soci e la promozione di due partner) e ha visto una leggera crescita del numero complessivo dei professionisti passato da 456 a 478. Al secondo posto, invece, si piazza Pwc con 274 milioni (+7,9%), mentre in vetta, come già detto, si conferma Deloitte con l’attività delle sue Stp e Sta che, in totale, ha generato ricavi per 369 milioni di euro. Il risultato conferma il ruolo centrale della divisione fiscale guidata da Alessandro Lualdi, Tax & Legal Leader di Deloitte, che continua a imprimere un impulso significativo alla crescita dell’organizzazione. Al contempo la divisione Legal, governata da Francesco Paolo Bello, prosegue in un percorso di sviluppo solido, contribuendo in misura crescente al risultato complessivo.

LC BEST 10

Gli studi che completano la LC Best 10 sono i grandi indipendenti italiani e le altre due grandi insegne della consulenza attive nel paese. EY Slt si piazza al quarto posto con 259 milioni. Risultato analogo per BonelliErede che, con 258,5 milioni, chiude l’anno con una crescita del 10% e un organico in lieve crescita, passato da 570 a 581 professionisti totali. Lo studio guidato da Eliana Catalano e Massimiliano Danusso, nell’ordine managing partner e presidente dell’organizzazione, ha visto salire il numero dei soci, passati da 91 a 95 grazie al perfezionamento di 4 lateral hire e alla promozione 5 professionisti cresciuti nelle fila dello studio. Seguono Legance e Gianni Origoni & Partners (Gop) che hanno rispettivamente totalizzato ricavi per 218 (+9,5%) e 208 (+10,6%) milioni di euro. Lo studio guidato dai managing partner Filippo Troisi e Andrea Giannelli, nell’anno, ha visto salire il totale dei professionisti del 3,6% arrivando a quota 434, mentre i soci equity sono passati da 68 a 69. In Gop, invece, i soci equity sono passati da 58 a 61 mentre il numero totale dei professionisti si è attestato a 432 (+4,6%).
Completano la lista degli studi LC Best 10 Pirola Pennuto Zei & Associati e Kpmg, i quali hanno totalizzato rispettivamente un giro d’affari di 193,4 e 170 milioni di euro, mentre al decimo posto si piazza una delle insegne di più recente costituzione, vale a dire PedersoliGattai. Lo studio guidato dal managing partner Bruno Gattai, nel suo secondo anno di attività, ha portato a casa un fatturato di 150 milioni (+11,9%) schierando una squadra di 443 professionisti (erano 381 nel 2024) tra cui 85 soci (84 l’anno prima).
Gli studi della LC Best 10, considerati tutti insieme, producono ricavi pari a 2,4 miliardi di euro, corrispondenti al 58,5% del giro d’affari mosso dall’intera LC Best 50 nel corso dell’anno. Inoltre, le prime 20 insegne nella LC Best 50, nel corso del 2025, hanno totalizzato un giro d’affari di 3,2 miliardi, pari all’intero elenco degli studi in classifica nel 2022. Il dato conferma la forte tendenza alla concentrazione del settore e in particolare di questo specifico segmento dell’avvocatura nazionale. 

UNA NICCHIA DORATA

In generale, la fotografia scattata agli studi LC Best 50 nel 2025 conferma l’immagine di una “nicchia dorata” rispetto ai valori medi che caratterizzano la categoria forense (si veda il Rapporto 2026 di Cassa Forense e Censis). I dati relativi all’intero corpo dell’avvocatura italiana, infatti, dicono che il volume d’affari medio annuo di un avvocato si attesta sui 75.936 euro, per un reddito medio di poco superiore a 51,9mila euro (in netta crescita rispetto a un anno prima). In sostanza, i primi 50 studi legali per fatturato in Italia, da soli, generano oltre il 25% del volume d’affari complessivo della categoria che nell’ultimo anno ha totalizzato 16 miliardi.

IL FATTURATO PER SOCIO

Fatturato per professionista e fatturato per partner (riportati nell’apertura di questo articolo) sono altri due dati che aiutano a farsi un’idea di quello che è il profilo di chi fa parte di queste organizzazioni. Ma quali sono gli studi con i fondamentali più elevati da questo punto di vista?

Latham & Watkins, nel 2025, si conferma la realtà con il più alto livello di ricavi medi per socio in Italia: 11,15 milioni di euro. I 9 partner della squadra guidata dall’avvocato Stefano Sciolla, infatti, sono riusciti a produrre complessivamente ricavi per più di 100 milioni di euro, superando per la prima volta la soglia delle tre cifre (diventando il secondo studio internazionale presente in Italia, dopo Dla Piper, a riuscire nell’impresa). Latham & Watkins conta, in totale, 82 fee earner e ha consolidato una reputazione che lo annovera come vera e propria macchina da deal. Grande selezione delle operazioni, tariffe di livello internazionale, dossier di primo piano. La law firm guida anche la classifica del fatturato per professionista, con 1,2 milioni di euro.

In generale, va osservato che tra i primi dieci studi per fatturato per partner, sette sono law firm internazionali, due sono indipendenti italiani e uno (Deloitte Sts+Legal) appartenente al gruppo delle Big Four della consulenza. Gli unici italiani nelle prime dieci posizioni sono Chiomenti, con quasi 4,1 milioni, Legance e Gianni Origoni & Partners. Lo studio guidato dai managing partner Giuseppe De Simone e Giuseppe Velluto ha raggiunto un livello di fatturato per socio di 3,4 milioni, un risultato importante, frutto anche del lavoro sulla definizione della partnership dello studio.

Stessa situazione, o quasi, quando andiamo a guardare le insegne per valore dei ricavi prodotti per professionista. In questo caso, però, in testa, dopo Latham & Watkins e Cleary Gottlieb (con 777mila euro circa) troviamo Herbert Smith Freehills Kramer. La sede italiana della law firm globale, guidata da Laura Orlando, fa registrare un livello di ricavi per avvocato pari a 675mila euro. Gli italiani presenti, invece, oltre a quelli di Chiomenti (552mila euro), sono quelli di Legance che ha registrato ricavi per professionista pari a poco più di 502mila euro.

I primi dieci studi per crescita nel 2025

CHI CRESCE DI PIÙ
I protagonisti della LC Best 50 del 2025 appartengono a tre macrocategorie: indipendenti italiani, studi internazionali, studi di consulenza. In questa edizione, le realtà più presenti sono quelle appartenenti al novero delle insegne internazionali (44%). Seguono gli indipendenti italiani (38%). E chiudono gli studi legali collegati o nati da società della consulenza (18%). Per la prima volta, la presenza di società, al fianco delle classiche associazioni professionali, ha acquisito rilevanza. Le realtà in classifica organizzate in forma di società (sta o stp) sono il 30% del totale. Il 53% di queste società appartengono alla categoria degli studi legati al mondo della consulenza, il 40% sono studi internazionali e solo il 7% sono insegne italiane indipendenti.

Anche nel 2025 è la sede italiana di Greenberg Traurig (avviata a fine 2019, dopo la fusione con la boutique milanese Santa Maria) a essere risultata lo studio cresciuto di più nel corso dell’anno. L’organizzazione guidata dai managing partner Mario eLuigi Santa Maria ha realizzato ricavi per 36 milioni in crescita del 38,5% rispetto all’anno precedente. Nel corso del 2025, lo studio ha visto l’ingresso di un nuovo socio, nel labour, mentre il totale dei professionisti in squadra è passato da 72 a 83. Continua anche la corsa del progetto I-Law, realtà nata nel 2018 su iniziativa di un gruppo di professionisti ex Pwc Tls e dedita alla gestione del credito: npl, utp, sia sul fronte della consulenza sia su quello del contenzioso. La società, con 9 soci e 237 professionisti, ha realizzato ricavi pari a 24,3 milioni di euro, in aumento del 31,8% rispetto alla performance del 2024. Terzo studio per scatto di crescita, risulta Hogan Lovells. La gestione di Patrizio Messina ha impresso un’importante accelerazione al passo dello sviluppo dell’organizzazione che, nel corso dell’anno, si è anche “trasformata” in società tra avvocati. Con un fatturato di 77,2 milioni di euro Hogan Lovells Italia ha fatto registrare una crescita del 30% (29,97%, in base alle stime elaborate da MAG).

Sempre tra i primi dieci studi per crescita nel corso dell’anno, possiamo segnalare le law firm Clifford Chance e Ashurst. Lo studio guidato dal managing partner Paolo Sersale, in base alle stime elaborate da Legalcommunity per MAG,ha raggiunto quota 70 milioni in crescita del 16,7%, mentre l’organizzazione guidata da Michele Milanese ha sfiorato i 30 milioni (29) con un incremento del 16%.

Infine, tra le super boutique, in termini di aumento dei ricavi anno su anno il primato è andato a Fivers, con un salto del 19,3% che ha portato il consuntivo di fine anno a 22,9 milioni di euro. Un risultato che conferma il buon andamento dello studio guidato dai managing partner Alfredo Craca, Francesco Di Carlo, Francesco Mantegazza e Fabio Oneglia. Mentre è stata del 13,3% la crescita realizzata da Gatti Pavesi Bianchi Ludovici che con un totale di 190 professionisti, di cui 49 soci (erano 40 nel 2024, esclusi i junior partner), ha visto salire il proprio giro d’affari da 75 a 85 milioni di euro. 

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nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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