Latham & Watkins supera quota 60 milioni in Italia

di nicola di molfetta

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Il 2021 è stato un anno di conferme per Latham & Watkins in Italia. Il focus su aree di business che garantiscono un flusso di lavoro ad alto valore aggiunto, assieme alla credibilità che il team si è ormai conquistato sul mercato, sono stati i propulsori che hanno spinto ancora una volta verso l’alto i conti della sede italiana della law firm. L’incremento del giro d’affari, sulla base dei valori stimati dal centro ricerche di LC Publishing, è stato del 47% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti parliamo di un fatturato pari a poco più di 62 milioni di euro. Considerato che il totale dei professionisti dello studio nella sede di Milano (praticanti inclusi) corrisponde a 64 persone, stiamo parlando di un livello di revenue per lawyer quantificabili in circa 968mila euro, mentre la media dei ricavi per socio risulta di oltre 5 milioni. 

Si tratta di una performance che premia gli investimenti che lo studio ha fatto negli anni scorsi in particolare sul fronte della crescita interna. Tra il 2020 e gennaio 2022, la sede italiana della law firm americana guidata dal socio Stefano Sciolla, ha ottenuto la promozione a socio di Antongiulio Scialpi e Paolo Bernasconi attivi nel leveraged finance, Alessia De Coppi e Giorgia Lugli, che si occupano di private equity ed m&a.

Sul fronte fusioni e acquisizioni, in base alle statistiche di Mergermarket, lo studio ha chiuso il 2021 con 31 operazioni annunciate per un valore complessivo pari a 8,5 miliardi di euro. E il 2022 è partito con lo stesso slancio. A metà aprile, il track record conta già (sempre in base ai dati Mergermarket) 7 operazioni annunciate per un valore complessivo di circa 4,6 miliardi, tra cui la cessione di Irca da parte di Carlyle ad Advent International, l’acquisizione di Dainese per la stessa Carlyle e l’acquisizione di RGI per conto del fondo Cvc. «Si tratta – fa notare Sciolla, intervistato da MAG – di tre dei pochi grandi Lbo fatti in Italia dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per due dei quali si sono usati strumenti di private debt». Lo scenario internazionale non sembra preoccupare il managing partner della sede italiana della law firm, almeno per l’anno in corso. «Il 2022 continua a essere un anno di grande attività per noi. Ma non credo che possa essere un discorso valido per tutti. Il mercato del debito sta rallentando e quando ci sono meno strumenti per il finanziamento delle operazioni e un quadro di riferimento di incertezza legato al conflitto in Europa è chiaro che queste possano faticare a decollare». 

Sciolla spiega l’efficacia del modello Latham & Watkins in Italia sottolineando l’efficacia della scelta di concentrare l’attività su aree strategiche capaci di produrre molto lavoro ad alto valore aggiunto: l’m&a, in particolare il private equity, e il leveraged finance. «Concentrando la nostra attività in queste due aree – spiega l’avvocato – siamo riusciti a costruire un flusso di attività che ci consente di essere impegnati continuativamente in attività molto redditizie». Il business development, continua Sciolla, non si fa solo con il marketing, «ma si fa soprattutto acquisendo lavoro che genera lavoro. Nelle operazioni di private equity, per esempio, l’attività dello studio non si esaurisce nel momento dell’acquisizione, ma prosegue attraverso la gestione della crescita e dello sviluppo delle portafolio company e in particolare delle sue operazioni strategiche, come ulteriori acquisizioni e rifinanziamenti». E i mandati arrivano anche perché Latham & Watkins schiera una struttura in grado di lavorare al «finanziamento delle operazioni avendo qui a Milano anche un team di avvocati americani altamente specializzato e bilingue». 

A proposito di banking & finance, il 2022 di Latham & Watkins è cominciato anche con la nomina di Marcello Bragliani, 44 anni (da 14 nelle fila della law firm), a responsabile per l’Europa continentale (Spagna, Francia, Germania e Belgio) della practice, con il compito di coordinare e sviluppare la collaborazione tra gli uffici dello studio rafforzando le sinergie della practice e la capacità di assistere i clienti. Un riconoscimento importante anche in termini “politici” per l’ufficio di Milano, che al momento è uno dei più piccoli che lo studio ha in Europa. Crescere è chiaramente nelle intenzioni di Sciolla e soci. Ma…

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