italianbusinessregister.it, l’informazione certificata sul business “Made in Italy”

Un motore di ricerca pubblico in inglese aiuta gli operatori stranieri a recuperare i dati ufficiali e certificati su tutte le aziende italiane

Per chi guarda all’Italia non solo come una terra dal patrimonio culturale millenario e custode di meraviglie naturalistiche ma anche come terra per sviluppare il proprio business, scegliere un partner commerciale affidabile può essere un’impresa scoraggiante. Gli otto mila comuni in cui è diviso il nostro Paese sono disseminati di distretti produttivi animati da centinaia di migliaia di micro, piccole e medie imprese molte delle quali alfieri della qualità e dell’originalità del Made in Italy, in un mix di tradizione e innovazione spesso senza eguali in nessun’altra parte del mondo. Da dove cominciare? Le imprese che rivestono il proprio sito web con il “tricolore” è pressoché infinito e il rischio di cadere nell’“effetto sonoro italiano” è alto.

L’effetto “Italian sounding”

L’uso improprio di parole, colori, luoghi, immagini, denominazioni e ricette che, pur richiamando l’Italia, in realtà non hanno nulla a che vedere con l’originaria produzione nazionale, sta prosperando in tutto il mondo ritagliandosi una fetta nella ricca torta dell’export italiano. Una torta che negli ultimi dieci anni è aumentata del 60% e che conta 1000 dei 5000 prodotti top scambiati sui mercati mondiali. Un esempio viene dal settore Food and Beverage. Le vendite di F&B italiano all’estero risentono fortemente dell’impatto dei fenomeni di contraffazione e Italian Sounding che colpiscono numerose produzioni, a partire da vini e liquori. A livello mondiale, nel 2019 le frodi alimentari hanno pesato sulla bilancia commerciale italiana del settore agroalimentare per oltre 100 miliardi di euro, con un incremento record del 70% rispetto a dieci anni prima.

Che si tratti di ricette modificate, utilizzo di ingredienti di qualità inferiore o metodi di produzione alternativi, tutte queste pratiche hanno in comune la scarsa trasparenza della filiera produttiva e distributiva lungo la quale, dopo molteplici passaggi, può essere davvero difficile tracciare il vero percorso di un prodotto che atterra in un mercato straniero.

Dai dati ufficiali una chiave per avvicinare il Made in Italy “doc”.

Di fronte alla “fame” di Made in Italy che si registra nel mondo, affidarsi a Internet senza una guida sicura può essere rischioso. Italian Business Register (IBR) è la risorsa online da cui cercare di partire per approfondire il ricco paniere delle produzioni italiane. Il Registro è la versione in inglese – output incluso – del Registro delle Imprese gestito da InfoCamere per conto delle Camere di Commercio, gli enti pubblici preposti per legge alla raccolta, conservazione e diffusione delle informazioni su tutte le imprese italiane. Da pochi giorni, il portale è inoltre consultabile anche in francese, tedesco e spagnolo.

Da IBR è possibile individuare con certezza il nominativo di un’azienda effettivamente iscritta al Registro ufficiale italiano e ottenere, ad esempio, un Company report in inglese da cui conoscere facilmente la situazione giuridica e le principali informazioni economiche di un’azienda italiana, con il sigillo di affidabilità del dato pubblico in quanto fornito da un fonte ufficiale. La garanzia delle informazioni è supportata anche dalla presenza, nel report, di un “QR Code”, il codice identificativo grazie al quale chiunque può verificare, direttamente dal proprio smartphone o tablet (oltre che da PC) che il documento di cui è in possesso corrisponde a quello iscritto nel Registro delle Imprese al momento dell’estrazione.

Cosa offre IBR: la lista degli output

Company Report – Contiene le informazioni anagrafiche, legali, economiche e fiscali dell’azienda così come risultanti dal Registro delle Imprese. Include la denominazione completa, indirizzo della sede legale, indirizzo PEC (posta elettronica certificata),  eventuali sedi secondarie e unità locali, codice fiscale/partita IVA, natura giuridica, data di fondazione, oggetto sociale, distribuzione del capitale sociale, attività svolte, eventuali certificati di qualità, altre certificazioni, cariche e qualifiche degli amministratori, organi sociali, titolari e soci con azioni, eventuale presenza in altri albi, possesso di ruoli e licenze.

Bilancio – Il portale mette a disposizione la serie di documenti contabili (bilanci) che un’impresa è tenuta a redigere e depositare periodicamente – ai sensi di legge – al Registro delle imprese al fine di seguire il principio di veridicità e fornire un quadro chiaro, veritiero e corretto della propria situazione finanziaria. Ogni anno, affluisce al Registro circa un milione di bilanci riferiti a società di capitali e altri soggetti giuridici tenuti alla comunicazione dei propri documenti contabili.

Elenchi di imprese – Attraverso l’utilizzo di filtri di ricerca, dal portale è inoltre possibile estrarre elenchi personalizzati di aziende, sia di tipo semplice (con informazioni solo sulla ragione sociale e dati geografici) sia di tipo più strutturato, in cui oltre ai dati di base è possibile ottenere anche informazioni su dati economici, personali e ulteriori informazioni quali sito web, numero di telefono, indirizzo e-mail ove indicato.

Cos’è il Registro delle Imprese – Concepito fin dalla nascita nel 1996 in modalità telematica da InfoCamere – per conto del sistema camerale italiano – il Registro delle Imprese è l’archivio ufficiale, completo e aggiornato delle informazioni pubbliche relative alle imprese operanti in Italia. Attraverso il portale italianbusinessregister.it, il Registro è consultabile in inglese dal pubblico internazionale attraverso una versione pensata per facilitare la ricerca e l’individuazione di informazioni affidabili per instaurare rapporti B2B tra operatori esteri e imprese italiane.

redazione@lcpublishinggroup.it

SHARE