IPG Law Firm accelera nella crescita e integra BTA
Il 2026 si apre con una novità strategica per IPG Law Firm: l’integrazione di BTA – Baudo Tax and Accounting, storico studio tributario milanese. Un’operazione che rafforza in modo significativo la presenza dello studio a Milano, dove IPG è già attiva dal 2019, e che porterà l’organizzazione a contare circa 120 persone tra professionisti e staff all’inizio del prossimo anno. Un traguardo rilevante per uno studio che, nel giro di pochi anni, è passato da una decina di persone a una realtà strutturata su tre sedi – Torino, Milano e Roma – con una crescita definita dal managing partner e fondatore, Marco Pistis (in foto, a destra, con il socio Andrea Baudo, a destra), come «una corsa importante, fatta però lungo direttrici molto precise».
Legal e Tax sullo stesso piano
La direttrice principale è quella della piena integrazione tra competenze legali e fiscali. «Noi vogliamo essere uno studio legale corporate, che fa prevalentemente M&A – spiega Pistis – ma con un Tax fully fledged. Transfer pricing, fiscalità internazionale, adempimenti collaborativi: tutto quello che fa un vero dipartimento fiscale». L’obiettivo non è solo offrire un servizio completo al cliente, ma costruire un equilibrio interno reale tra le due anime dello studio. «La cosa difficile – chiarisce – non è dire di essere uno studio integrato, ma mantenere vivo l’equilibrio tra le due professioni: nei numeri, nella marginalità e nel peso interno». Una scelta che consente a IPG di presentarsi sul mercato come alternativa credibile sia agli studi legali tradizionali sia alle Big Four, soprattutto nelle operazioni mid market, dove sempre più spesso i clienti scelgono lo studio «sia sul fronte legal sia su quello tax».

Le scelte organizzative che fanno la differenza
Alla base della crescita c’è una struttura organizzativa pensata in modo esplicitamente “aziendale”. Per preservare la redditività del Tax, IPG ha scorporato tutte le attività di compliance in Prioritas, una società di servizi controllata dalla holding dello studio. «Così – racconta Pistis – i costi più pesanti non gravano sulla struttura professionale e gli utili tornano comunque ai soci, avvocati compresi».
A questo si aggiunge una regola netta: tutti gli incarichi personali vengono fatturati dallo studio. Una scelta che ha contribuito a mantenere l’equilibrio economico complessivo, portando IPG a stimare per l’ultimo esercizio una marginalità intorno al 65%, «un dato molto alto anche per uno studio legale».
Apical Finance e il rifiuto dell’origination “in casa”
Un altro tassello distintivo è ApicAll Corporate Finance, la società creata per gestire l’origination M&A. «Non volevamo essere quelli a cui il cliente dice: devo vendere, conosci qualcuno? – sottolinea Pistis –. Volevamo essere scelti per la nostra bravura professionale». Per questo l’attività di origination è stata separata dal mandato legale, evitando modelli a success fee e possibili conflitti di interesse. «Il nostro mestiere deve restare basato sul retainer. È una scelta etica prima ancora che strategica». Oggi IPG detiene la maggioranza di ApicAll Corporate Finance, che lavora anche con altri studi e advisor. Il risultato è una maggiore dinamicità: circa 50 operazioni l’anno, prevalentemente nel mid market, con una clientela per il 75% internazionale.
Continua a leggere l’articolo: SCARICA LA TUA COPIA DI MAG.



