Internazionale e di nicchia: la formula Eptalex
L’ultimo passaggio è stato duplice: un lateral hire e il cambio della denominazione. Il brand resta Eptalex, ma con l’arrivo di Andrea Iannaccone da Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, l’estensione Garzia Gasperi & Partners è diventata Garzia Gasperi Iannaccone & Partners. Una novità che, a fine 2025, ha segnato un ulteriore capitolo nel percorso di sviluppo avviato nel 2020 da Gasperi e Garzia.
Nell’ultimo anno lo studio è passato dalla forma di Stp a quella di Sta. Al di là delle etichette, però, Eptalex resta un’entità unica, integrata tra tax e legal, pur articolata – per ora – in tre sedi. «Siamo cresciuti troppo in fretta», si schermiscono i soci fondatori, che MAG ha incontrato insieme al neo name partner Iannaccone.
A sei anni dalla nascita e con numeri che confermano il buon funzionamento della “macchina”, Eptalex si presenta come una boutique con più di un tratto distintivo.
«Siamo partiti in due – racconta Jacopo Gasperi – e oggi siamo quasi quaranta in Italia. Considerando anche le sedi estere, il numero dei professionisti cresce di altre cento unità». Positivi anche i risultati economici: i ricavi 2024 (inclusi gli incarichi personali) hanno superato i 4 milioni di euro, in forte crescita rispetto al 2023, e il 2025 – assicurano i soci – ha registrato un’ulteriore crescita, con l’obiettivo di raggiungere i 6 milioni nel 2026, tenuto conto anche degli incarichi personali.
Identità e struttura
«Lo studio è unico e, a differenza di molti altri, il dipartimento fiscale è pienamente integrato con quello legale», spiega Gasperi. «L’unione di due realtà con caratteristiche simili è stata una scelta strategica, fondata su esperienze consolidate. L’ingresso di soci più giovani ci ha permesso di strutturare l’organizzazione e garantire continuità: arriverà un momento in cui Eptalex sarà semplicemente Eptalex».
Un passaggio chiave si è avuto nel 2023, con la nomina di otto nuovi equity partner, valorizzando i talenti cresciuti nei primi anni di attività: Gabrio Antonioli e Gabriella Opromolla per il diritto societario; Cristina Knupfer e Andrea Zoppi alla guida, rispettivamente, dei dipartimenti internazionalizzazione e contenzioso; Lorenzo Mulazzi per la compliance integrata; Stefano Barelli e Alessandra Nitti per la compliance fiscale e la fiscalità real estate; Giacomo Petrizzelli per la fiscalità corporate, i regimi alternativi e, da ultimo, i search funds seguiti anche lato legal.
In un solo passaggio i fondatori hanno portato a dieci il numero dei soci, saliti oggi a undici con l’ingresso di Iannaccone.
L’obiettivo è costruire uno studio capace di crescere oltre i fondatori, garantendo solidità e sostenibilità. «La crescita è un obiettivo. L’approccio è semplice: restare fedeli alla nostra identità», sintetizza Gasperi.
Internazionalizzazione: focus sui mercati complessi
L’identità di Eptalex si definisce anche attraverso una precisa strategia geografica. «Non abbiamo scelto i tradizionali mercati europei come Francia o Germania», racconta Gasperi. «Abbiamo lavorato in circa cinquanta Paesi, tra cui la particolare specializzazione storica dell’India, con progetti in Libia, Iraq, India e Algeria. I mercati complessi offrono opportunità maggiori».
Per Gasperi, la dimensione cross-border è l’ambiente naturale di sviluppo. L’avvocato mantiene da anni un rapporto di collaborazione con lo studio indiano Titus, del quale è tuttora of counsel. «A Milano abbiamo uno dei pochi avvocati di diritto indiano che parla italiano. Questo ci consente di offrire una consulenza realmente integrata e multiculturale», aggiunge Carlo Garzia.
L’espansione internazionale, però, non è solo simbolica. «Non ci limitiamo a piantare bandierine», precisa Gasperi. «Negli Emirati Arabi Uniti e in Libano abbiamo avvocati locali e managing partner abilitati alla litigation, una rarità per studi stranieri. Vogliamo che il cliente di Milano ritrovi gli stessi standard anche all’estero».
A fine 2024 Eptalex ha aperto a Istanbul attraverso l’integrazione dello studio locale Mtn Hukuk; negli stessi giorni ha annunciato l’ingresso di tre nuove partner a Dubai. Nel 2025 sono arrivati due partner e un of counsel nella sede di Abu Dhabi. Oggi lo studio conta uffici negli Emirati Arabi Uniti (nel distretto finanziario di Abu Dhabi, ad Abu Dhabi e Dubai), in Libano (Beirut e Jounieh), in Turchia (Istanbul), oltre a un desk in Arabia Saudita (Riyadh).
La nicchia come asset
Il secondo tratto distintivo è la scelta delle nicchie: mercati geografici poco presidiati e settori ancora in fase di consolidamento.
Eptalex si è messo in evidenza, per esempio, nella mobilità elettrica e nel mondo dei search fund. Nel primo ambito ha assistito Be Power nel passaggio a Eni e ha sviluppato contratti standard per le colonnine di ricarica quando il mercato era ancora agli inizi.
Sul fronte dei search fund, Garzia ha guidato operazioni come la nascita di Vela Equity Partners e la due diligence, con relativi aspetti fiscali, dell’investimento di Fitex Capital in Napolillo Industry.
Tecnologia e innovazione
Il terzo pilastro del modello Eptalex è rappresentato da tecnologia e innovazione. Lo studio investe in strumenti digitali e intelligenza artificiale per supportare la compliance e gestire grandi volumi di dati. «Grazie alla tecnologia possiamo ottenere risultati paragonabili a quelli di team molto più numerosi», osserva Gasperi.
Dal 2023 è attivo un dipartimento Innovazione che, in collaborazione con società di servizi, offre assistenza legale e fiscale nei campi della trasformazione digitale, ESG, compliance, IT e cybersecurity. Il team è coordinato dal senior associate Luca Marasco, in linea con la strategia di presidiare ambiti emergenti e anticipare le tendenze.
In questo contesto si inserisce anche Eptakey, nata come società esterna e oggi business unit interna dedicata a accounting, privacy, antiriciclaggio (AML) e compliance fiscale.
Crescita e prospettive
In un mercato in cui gli studi tendono ad aggregarsi o a essere aggregati, Eptalex punta a giocare il ruolo di aggregatore. L’ingresso di Iannaccone – primo lateral hire a livello di socio – va in questa direzione. «Aggregare significa portare in casa competenze che rafforzano il nostro progetto globale», afferma Gasperi.
Iannaccone conferma: «Ho apprezzato fin da subito la visione, i valori e il progetto. La combinazione tra competenze nazionali e internazionali e la prospettiva di sviluppo in mercati sfidanti è stata naturale. E poi c’è una cultura sana, un ambiente umano che fa la differenza».
Un punto su cui insiste anche Garzia: «Il luogo di lavoro deve essere sano. Le persone crescono con noi e chi va via spesso torna. Creare una legacy capace di durare nel tempo: questo resta il nostro obiettivo».